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Resta teso il clima nel Pd ma Epifani assicura: la data non cambia

Si apre un’altra settimana complicata per il Pd. Gli strascichi dell’Assemblea che ha segnato il flop dell’intesa sulle modifiche allo Statuto si fanno sentire e il clima resta teso. I renziani continuano a sospettare che ci sia una parte del partito che vuole bloccare il congresso. In vista della direzione di venerdì prossimo, comunque, il segretario Guglielmo Epifani manda segnali rassicuranti e ribadisce che la data dell’8 dicembre, fissata per le primarie nazionali, «non cambierà» e in direzione «si chiuderanno tutte le questioni» compresa quella dell’automatismo segretario-candidato premier sulla quale in assemblea è saltato il banco. Epifani in mattinata ha ricevuto anche una telefonata da Enrico Letta, nella quale il premier gli ha ribadito di volersi tenere fuori dal dibattito congressuale anche per agevolare la possibilità di arrivare a una soluzione condivisa. Ma dall’area vicina al sindaco rottamatore persistono i sospetti, non tanto o non solo sull’ala bersaniana, ma proprio su quella vicina al premier sotto accusa anche per aver bloccato ieri un tentativo di mediazione in extremis sulle regole. Domani si tornerà a riunire la commissione congresso che dovrà provare a stendere una bozza di regolamento da proporre, poi, in direzione venerdì. E sarà quello il vero banco di prova per la tenuta del partito. «Sarà in direzione – sottolinea Lorenzo Guerini, componente della commissione congresso di area renziana – che ciascuno si prenderà le sue responsabilità in ordine alla volontà di attuare quanto è stato deciso in Assemblea e cioè di svolgere il congresso l’8 dicembre o non svolgerlo, perchè l’alternativa vera è questa». Ma è l’avvertimento che arriva dall’area del sindaco rottamatore con Andrea Marcucci, «il vecchio gruppo dirigente del Pd non riuscirà a fermare le primarie». Renzi, che, almeno per oggi, sceglie di non commentare l’Assemblea di ieri («oggi faccio il sindaco…»), resta intanto osservato speciale dall’area governativa del Pd che mantiene una certa preoccupazione per i suoi affondi a Letta (a partire da quello di ieri sullo sforamento del 3%). Ma, almeno nella partita su data e regole del congresso, il sindaco di Firenze può contare su un’intesa con l’altro principale candidato alla segreteria, Gianni Cuperlo (e dunque con dalemiani e giovani turchi), che ha sottolineato a caldo subito dopo l’Assemblea che la data dell’8 dicembre va rispettata. Tra i due anche ieri è andato in onda il fair play nonostante le impostazioni politiche totalmente diverse. E oggi non manca chi arriva a ipotizzare un ticket tra i due. «Io – dice il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, supporter dell’ultimo segretario della Figc – vedo Cuperlo segretario del partito e Renzi candidato alle primarie per la presidenza del Consiglio, quando torneremo alle urne con una nuova legge elettorale».

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