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Saccomani, “Gli italiani meritano di sapere la verità”. Pdl insorge

Pdl scatenato contro Fabrizio Saccomanni. Le parole che il ministro dell’Economia ha detto al Corriere della Sera, “l’Italia mantenga gli impegni sui conti pubblici o mi dimetto”, hanno fatto partire un fuoco di fila contro l’ex direttore generale della Banca d’Italia. “Le sue parole non fanno paura – ha detto Maurizio Gasparri -. Letta prenda la responsabilità dell’Economia”. E Fabrizio Cicchitto aggiunge: “Se vuole fare il premier diventa un problema”. Renato Schifani contrattacca: “Abbia più coraggio in politica economica”. Ma da Palazzo Chigi arriva un secco stop. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, fanno sapere dalla sede del governo, esprime a Saccomanni “vicinanza e piena sintonia. I margini per soluzioni di politica economica ci sono. Devono finire gli “aut aut al governo”.

“Il ministro fa il suo dovere, ma credo sia arrivato il momento per fare un dibattito sereno e pacato sui conti dello Stato”, ha risposto Saccomanni ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti sull’ipotesi delle sue dimissioni. “Gli italiani credo meritino di sapere esattamente come stanno le cose e non soltanto slogan di carattere propagandistico”.

Pd in difesa del ministro. In difesa del titolare di Via XX Settembre scende il suo vice Stefano Fassina. “Saccomanni – dice nell’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 – è molto preoccupato rispetto alla situazione della finanza pubblica e alla demagogia che segna
una parte della maggioranza che sostiene il Governo Letta”. E avverte: “Se si andasse a votare a marzo rischiamo molto molto seriamente di tornare al clima drammatico di novembre 2011, bruciamo i sacrifici fatti in questi anni e rischiamo il commissariamento della troika”. Poi Fassina indica una strada per affrontare le emergenze contabili. “L’invito che rivolgo – dice – è quello di confermare l’eliminazione dell’Imu per il 90% delle famiglie e lasciarla sul 10% delle abitazioni di maggior valore, quelle sulle quali si paga mille euro o più. Così recuperiamo un miliardo”. Quanto all’Iva: “Noi non vogliamo l’aumento, abbiamo spinto perché l’aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato. Bisogna fare delle scelte. Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro”.

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