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KENYA/ L’incubo Westgate, tre giorni di orrore

Nairobi - Un agente della sicurezza dentro il centro commerciale Westgate

È di almeno 62 morti, tra cui almeno 13 stranieri, il bilancio dell’assalto al centro commerciale Westgate di Nairobi. Un attacco che va avanti da tre giorni e che sembra non essere ancora finito. Ecco il film: SABATO 21 SETTEMBRE: nella tarda mattinata di sabato un commando di dieci uomini armati di granate e armi automatiche fa irruzione nel centro commerciale di lusso Westgate. In un primo momento si parla di 5 morti tra i clienti, poi 20, infine di «decine» di vittime, alcune «giustiziate». Le forze dell’ordine kenyane penetrano lentamente nei quattro piani del centro commerciale. All’interno vi era un migliaio di persone, alcune fuggono immediatamente, altre restano in trappola. Nel tardo pomeriggio i fondamentalisti somali al Shabaab, legati ad al Qaida, rivendicano l’assalto su Twitter spiegando di aver più volte avvertito le autorità di Nairobi di lasciare la Somalia. «Per un lungo periodo abbiamo combattuto una guerra contro i kenyani nella nostra terra, è giunto il momento di spostare il campo di battaglia e portare la guerra nella loro terra», scrivono i ribelli islamici. Uno degli assalitori, rimasto ferito e arrestato, muore in ospedale. A fine giornata il presidente Uhuru Kenyatta riferisce in tv che i morti sono almeno 39 e 150 i feriti. DOMENICA 22 SETTEMBRE: l’assedio prosegue nella notte, mentre il Consiglio di sicurezza dell’Onu condanna l’attentato. Gli ostaggi sono tenuti in diversi locali del centro commerciale. In serata riprendono gli scontri, le forze kenyane vengono affiancata da agenti israeliani, mentre si tenta una mediazione. Scatta il blitz per cercare di liberare gli ostaggi. Il bilancio delle vittime sale a 68 morti. Il viceministro degli Esteri italiano Marta Dassù riferisce che 13 italiani sono rimasti coinvolti ma messi tutti in salvo. Tra le vittime si conta però un cittadino somalo sposato con un’italo-somala, residente a Torino. LUNEDÌ 23 SETTEMBRE: all’alba scatta un nuovo blitz delle forze kenyane. Il portavoce degli Shabaab, Sheikh Ali Mohamud Rage, minaccia di ordinare l’uccisione degli ultimi ostaggi, il cui numero non è precisato. La Corte penale internazionale autorizza il vicepresidente del Kenya William Ruto, accusato di crimini contro l’umanità, ad assentarsi per una settimana dal suo processo all’Aja. La Croce Rossa kenyana aggiorna a 62 morti accertati il bilancio delle vittime. Altrettanti sarebbero i dispersi. La polizia riferisce invece di tre terroristi uccisi nel blitz e di un numero imprecisato di assalitori feriti. Anche 11 soldati sono rimasti feriti nell’operazione, mentre 200 civili sono stati tratti in salvo, di cui 65 ricoverati in diversi ospedali. Nel pomeriggio il ministro dell’Interno, Ole Lenku, annuncia che il blitz «volge al termine»: «Controlliamo tutti i piani, i terroristi non possono scappare».

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