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SCHEDA/ Egitto, il destino dei Fratelli Musulmani, finire fuorilegge

Per i Fratelli musulmani egiziani, finire fuorilegge non è certo una novità. La Fratellanza è stata al bando in Egitto per 57 dei suoi 85 anni di vita. Nata nel 1928, era stata sciolta da Nasser nel 1954. Il bando è durato fino alla caduta di Mubarak nel 2011, anche se nel trentennio del rais le attività dei Fratelli erano state tollerate e alcuni di loro erano stati eletti in parlamento come indipendenti. Se l’interdizione decisa oggi da un tribunale di prima istanza del Cairo sarà confermata, per la confraternita sarà un ritorno a una clandestinità ben nota. La Fratellanza fu fondata nel 1928 dal ‘Murshi-e-Aam’ (Guida Suprema) Hassan el Banna, con dichiarato spirito politico-religioso. Era lo stesso periodo in cui l’Europa conosceva fascismo e nazismo. Nel giro di vent’anni, alla confraternita aderirono circa due milioni di egiziani, in duemila gruppi sparsi in tutto il paese. El Banna fu ucciso dai servizi segreti di re Faruq nel febbraio del 1949, e lasciò la sua eredità a vari successori. Il più illustre fu Sayyid Qutb, un ispettore del ministero dell’Istruzione. Qutb (fatto giustiziare nel ’66 da Nasser) predicò la necessità di combattere il male attraverso la ‘Jihad’, il conflitto per la costruzione di ‘Dar el Islam’ (La Casa dell’Islam), dove si attua la Sharia. Dar el Islam si contrappone a ‘Dar el Harb’ (la Casa della Guerra), costituita dal resto del mondo. Sparsi in vari altri paesi arabi (Giordania, Yemen, Qatar, alcuni paesi del Maghreb, Turchia, Palestina con Hamas), i Fratelli Musulmani hanno in Egitto la loro base più solida. Dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011, alla quale la confraternita non aveva aderito nei primi giorni, i Fratelli hanno cominciato a costruire l’ascesa al potere. L’estrema confusione dei rivoluzionari e la debolezza dei partiti di opposizione ha permesso alla Fratellanza di vincere le elezioni parlamentari e presidenziali. Il suo primo presidente, Mohamed Morsi, ha preso quasi 13 milioni di voti. Ma la presa dei Fratelli sul popolo, alimentata inizialmente dalle opere di beneficenza che colmavano le lacune del welfare statale (scuole, case, cibo, sanità, assistenza legale), si è erosa durante l’anno di attivita« di Morsi. Il capo dello stato si è rivelato con i suoi consiglieri incapace di provvedere alle necessità economiche di un paese in grave crisi. Forti risentimenti sono stati provocati – specie nella piccola e media borghesia – dal tentativo di imporre più rigorose norme di morale religiosa nella vita quotidiana, creando anche qualche tensione con il piu» alto potere teologico dell’Islam sunnita, quello del Grande Imam di Al Azhar. Quest’ultimo è stato tra i primi ad esprimere consenso per la destituzione del presidente islamico da parte dell’esercito, a giugno di quest’anno.

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