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Juve in rimonta sul Chievo, ma c’è il giallo di un offside fantasma

Verona Stadio Marc'Antonio - Chievo Verona contro Juventus, goal di Quagliarella- 25 settembre 2013

La Juve non molla mai. Ma comincia a non piacere a Conte l’abitudine dei bianconeri di andar sotto per primi, come è successo anche stasera con il Chievo. E la vittoria in rimonta per 2-1 al Bentegodi è anche merito di una clamorosa svista del guardalinee Preti, che ha annullato per un fuorigioco inesistente il gol validissimo in tap in di Paloschi, al 9′ della ripresa. Il turn-over spinto scelto da Conte, che in attacco proponeva l’inedita coppia Llorente-Quagliarella, ha funzionato così-così. Infatti nel finale, l’allenatore dei campioni d’Italia ha richiamato in campo i pezzi di novanta, come Tevez, e per qualche spicciolo di gara anche Vidal, per blindare il vantaggio trovato in modo fortunoso al 19′ con un autogol di Bernardini, dopo che Quagliarella al secondo minuto aveva rimesso le cose in parità con un’azione insistita: colpo di testa, respinta di Puggioni, tap-in sulla traversa, infine palla dentro da pochi centimetri. Serata ‘nò anche per Gigi Buffon, anche lui al rientro, che ha responsabilità sia sul primo gol di Therau (propizionato da un suo rilancio sbagliato), e sul ‘temporaneò 2-1 del Chievo, perchè Paloschi arriva a mettere dentro dopo una ‘paperà del portierone, che non trattiene il tiro di Rigoni. Ma i bianconeri non vanno per il sottile, e con un super-Pogba e un Marchisio in crescita portano a casa alla fine i 3 punti. Pesa come un macigno però sul risultato la chiamata dell’assistente di Demarco, perchè ai punti i veneti non avrebbero meritato la sconfitta. Sannino lo aveva fatto capire. Con i campioni d’Italia addio al 4-4-2 e spazio ad un roccioso e tosto 5-3-2. È la mossa giusta. Anche perchè Conte dà spazio a Llorente che sino alla rete con il Verona di domenica scorsa era il grande interrogativo in casa bianconera. E Llorente conferma, almeno al Bentegodi, che nelle gerarchie offensive Conte ci aveva visto giusto. L’attaccante basco è troppo statico, i tre centrali del Chievo non hanno problemi ad arginarne la forza fisica. In più il Chievo si applica su ogni pallone con grandissima determinazione e quando può scatta a colpire. La rete di Thereau corona l’ottima prestazione dei veneti e giunge su una grossolana disattenzione di Buffon. La Juve in attacco si affida alla verve di Quagliarella, ma soprattutto nella prima frazione, poggia sulle spalle di Pogba. Proprio dal destro del francese parte l’assist per l’immediato pareggio nella ripresa di Quagliarella. Ma quando ci si aspetta che la Juve si scrolli di dosso le incertezza del primo tempo, e faccia un sol boccone dei veronse, ecco invece che la squadra di Sannino replica perentoria. Sul tiro di Rigoni Buffon è ancora impreparato e Paloschi è un furetto nel depositare la palla in rete. Il Bentegodi in gialloblù fa festa ma l’assistente Preti alza inspiegabilmente la bandierina. È un vero abbaglio. Lo stesso abbaglio che coglie anche Bernardini il quale in scivolata su traversone dell’onnipresente Pogba batte il proprio portiere Puggioni. E su questa deviazione cala il sipario di un match che sorride alla Juventus, ma solo per i tre punti in più in classifica.

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