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Saccomanni, troveremo il miliardo per l’Iva, ma non sarà indolore

Un miliardo per rinviare di altri tre mesi l’aumento dell’Iva si può trovare e alla fine, volendo, si troverà. Il compito del ministro dell’Economia è «per definizione» proprio questo. Ma qualsiasi sia il pozzo da cui attingere, la scelta non sarà affatto indolore. Fabrizio Saccomanni riapre così ancora una volta la partita sull’Iva a meno di 48 ore dal consiglio dei ministri di venerdì pomeriggio che dovrà essere risolutivo per scongiurare l’aumento dell’aliquota. Ma in televisione, in un’operazione «verità» in cui ammette che la coperta è ormai «incontrovertibilmente» corta, lancia ancora una volta la palla alla politica. Sta ai partiti scegliere quale strada seguire: quella dei tagli alla spesa o quella dell’aumento delle tasse (di un ulteriore incremento del debito non se ne parla nemmeno), sapendo comunque che, se si vuole scongiurare lo scatto del primo ottobre, una contropartita dovrà esserci. «La verità – ha detto a chiare lettere scegliendo Otto e mezzo come palco per rivolgersi agli italiani ma anche ai colleghi di governo e ai parlamentari di entrambi gli schieramenti – è che abbiamo fatto molte cose, ma ora non abbiamo margini di manovra. Avevo già spiegato in passato che avevamo stirato le pieghe del bilancio: ora questa è un’affermazione incontrovertibile». Per questo «le opzioni oggi non sono semplici nè indolori. Richiedono scelte da parte delle forze politiche». Volendo «le risorse si trovano. – ha ribadito ancora una volta – Si tratta di fare una scelta, mi auguro pacata e ragionata, su quali sono le opzioni disponibili. Ci sono forme di tassazione socialmente più gravose di altre, ci sono tagli di spesa più semplici di altri. Le forze politiche devono fare questa scelta. Il mio compito è facilitare la convergenza». Schiarito il campo dopo la minaccia di dimissioni arrivata nel fine settimana, Saccomanni, pur preoccupato, resta sostanzialmente ottimista anche sulle sorti del governo, nonostante l’escalation di ultimatum del Pdl e le frasi shock di Silvio Berlusconi: «nessun partito ha davvero interesse a compromettere il risanamento dei conti e il processo di rilancio dell’economia». Dopo la prima fase «congiunturale» di misure di attacco contro la recessione (primo rinvio Iva, cancellazione della prima rata Imu, ecobonus, interventi per l’occupazione giovanile) è ora infatti il momento della fase strutturale con una spending review permanente (affidata ad un commissario che potrebbe essere Carlo Cottarelli), con il taglio del cuneo fiscale, con la riforma vera e propria dell’Iva e dell’Imu e con l’arrivo – dal 2014 e senza acconti come invece ipotizzato dalla stampa – della service tax. La sede sarà la legge di stabilità attesa per il 15 ottobre.

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