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Sceneggiata o punto di non ritorno? L’incognita Berlusconi

Sceneggiata o punto di non ritorno? L’incognita Berlusconi continua a logorare i nervi della politica italiana: L’opinione pubblica, la gente – è più che un’impressione – fa di tutto per dimenticare questa spada di Damocle delle minacce del Cavaliere, e ogni tanto ci riesce. Il cinismo con il quale si agita l’argomento è agghiacciante e ci si aggrappa con la forza della disperazione a quei pochi personaggi che non alzano la voce. La questione Berlusconi può essere diluita, dilazionata, congelata, ma fino ad un certo punto perché il Pd non può perdere la faccia davanti ai suoi elettori (e l’Italia non può perdere la faccia davanti al mondo). Decadenza ci sarà, non c’è motivo perché non ci sia, e si arriverà al redde rationem, fino a che punto l’ala dura del Pdl porterà avanti la sua posizione intransigente? La minaccia ha un fondamento o è un bluff? Si finirà per vedere le carte. Si dimetteranno i parlamentari berlusconiani, i suoi ministri lasceranno il governo? Saranno giorni di caos e qualcuno li gestirà. Ma c’è un problema di disagio popolare da considerare. Il 19 ottobre si teme che il movimento no Tav porti a compimento la sua mutazione genetica e si trasformi in qualcosa che assomiglia alla sovversione. La manifestazione a Roma, quel giorno, sarà un test importante. La crisi politica potrebbe fare da detonatore.

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