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Piazza Affari in rosso, schizza lo spread

I venti della crisi politica in Italia fanno salire lo spread e la Spagna torna a essere meglio piazzata dell’Italia. Le borse europee restano in perdita, con Milano maglia nera. L’indice Ftse Mib segna un l’1,27%. Oggi il ministero del Tesoro ha collocato un totale di 6 miliardi di Btp a 5 e 10 anni. Il rendimento dei 3 miliardi di decennali sale dal 4,46% al 4,50%. Il tasso dei 3 miliardi di quinquennali resta fermo al 3,38%. In rallentamento la domanda dei Btp a 10 anni con un rapporto di copertura passato a 1,38 da 1,52. La domanda dei Btp a 5 anni è invece in crescita: supera l’offerta di 1,43 volte da 1,22 dell’asta di agosto.

Il differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sulla piattaforma Bloomberg avanza a 264 punti per un tasso del 4,42%. Resta alle spalle il differenziale Bonos/Bund, che segna 265 punti per un rendimento del 4,36%. La piattaforma Reuters, che si basa su un diverso benchmark, dà lo spread a 279 punti per un tasso del 4,56%. Le tensioni politiche hanno inevitabilmente condizionato l’esito dell’asta Btp in programma: il Tesoro ha, infatti, collocato Btp a dieci anni per 3 miliardi di euro, l’ammontare massimo prefissato. Tuttavia il rendimento medio è salito al 4,50% dal 4,46% del mese scorso, mentre la domanda è calata da 1,52 a 1,38 volte l’offerta. Meglio, invece, l’asta per i titoli a cinque anni: domanda è cresciuta a 1,43 volte l’offerta, mentre il rendimento è fermo al 3,38%.

Intanto, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, citando Luigi Spaventa durante l’incontro all’Università Bocconi ha ricordato che “l’Italia è il Paese che più di ogni altro ha tratto beneficio dall’euro”. “Spaventa – ha detto Draghi – non ha mai perso l’occasione per criticare le sirene che ripetutamente chiedono un’uscita dall’euro”.

Partecipando allo stesso evento il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha sottolineato che “deficit di concorrenza, scarsa produttivita’ nei servizi ed evasione fiscale spiegano l”anomalia’ italiana e le gravi difficolta’ nelle quali oggi versa la nostra economia”. Richiamando le vicende dei primi anni Novanta, Visco ha ricordato che allora si arrivo’ a identificare “nel forte deficit di concorrenza e nella bassa dinamica della produttivita’ nei servizi rispetto all’industria l’anomalia italiana nei confronti dei nostri partner, un’anomalia resa ancora piu’ forte dalla maggiore evasione fiscale (tollerata dallo Stato), che contribuiva a far sopravvivere imprese marginali inefficienti”. “Un’anomalia – ha spiegato Visco – che ancora oggi continua e contribuisce a spiegare, con i ritardi nell’aggiustamento dell industria ai grandi cambiamenti globali, politici e tecnologici, degli ultimi decenni e quelli nell efficienza dei servizi pubblici, le gravi difficolta’ nelle quali oggi versa la nostra economia”.

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