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Politica-caos, Letta vuol andare alle Camere. Cicchitto, per oggi non ci dimettiamo

Una giornata politica convulsa. Fatta di incontri continui. In un clima da pre-crisi. Appena sbarcato dagli Usa, la lunga giornata del premier Enrico Letta – in vista dell’incontro chiarificatore con Giorgio Napolitano, iniziato alle 18 in punto e durato un’ora e mezza – è cominciata con un faccia a faccia con Dario Franceschini. Ed è proprio il ministro per i rapporti con il Parlamento che alle 18.30 ha incontrato i ministri Pd: “L’esperienza di governo non prosegue senza chiarimento”, il messaggio uscito dal vertice dem. In linea, d’altronde, con quello inviato a tutti i leader dal presidente del Consiglio: serve una verifica rapida, “senza se e senza ma, prendere o lasciare. Basta minacce”. Un voto alle Camere, dopo un discorso di Letta, potrebbe arrivare già lunedì o martedì.
Rientrato dal Colle, il premier ha dato il via, intorno alle 20, a un Consiglio dei ministri programmato per approvare il decreto per lo slittamento dell’Iva. Ma alla fine centrato soprattutto su un primo faccia a faccia con i ministri Pdl. Un chiarimento a cui lo stesso Capo dello Stato ha dato il via libera durante l’incontro al Colle, seguito da un probabile passaggio alle Camere per verificare la tenuta della maggioranza. Le dimissioni dei ministri sembrano per il momento escluse: Fabrizio Cicchitto ha spiegato che sono un’ipotesi che “non esiste”. Mentre sull’eventuale fiducia chiude con un “vedremo”. Il ministro della Difesa Mario Mauro ha aggiunto che il governo è “solidissimo”. Ma dal gruppo dei ministri pidiellini è arrivata una mezza chiusura: “Il chiarimento – avrebbero detto – non può escludere la questione giustizia”.

Sostegno anche dalla compagine governativa di Scelta civica: “Serve, mai come oggi, un supplemento di responsabilità”, hanno detto lo stesso Mauro, Anna Maria Cancellieri, Gianpiero D’Alia ed Enzo Moavero Milanesi.
. All’ora di pranzo Letta aveva incontrato Alfano. Il premier ha provato a decifrare le reali intenzioni di Silvio Berlusconi, ma anche il livello delle divisioni interne al Pdl. Poco dopo al duo si è aggiunto anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani. Un incontro breve, quello con il segretario Pd. Dopo un quarto d’ora, infatti, Epifani ha lasciato Palazzo Chigi, in contemporanea con Alfano che, accompagnato dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ha raggiunto a Palazzo Grazioli. Dove ha trovato anche i capigruppo del Senato e della Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta. Il punto Pdl è durato tre ore, Berlusconi è ripartito per Milano alle 19.Orellana(M5s): “Sosteniamo governo di scopo”. “Pronti a sostenere un governo di scopo”. A lui, il senatore Luis Orellana, non interessa che le mosse del Pdl siano un bluff o le elezioni siano davvero dietro l’angolo. Con altri colleghi del gruppo M5s al Senato sembra intenzionato a portare a casa un risultato prima che crolli tutto: una nuova legge elettorale. L’idea è dunque quella di “un governo della società civile, dei cittadini, un esecutivo che coniughi spessore morale e capacità tecniche”. I nomi? “Quelli venuti fuori dalle Quirinarie. Anche qualche tecnico dell’attuale governo – ha detto Orellana – dobbiamo dialogare con il Pd, con Sel, con chi ci vuole stare. Rimanere nell’attesa degli eventi ci riporterà solo alla situazione in cui siamo ora”.
A rendere ancora più drammatico il clima è la notizia che il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomani ha annullato la visita a Bruxelles prevista per lunedì prossimo. Saccomanni avrebbe dovuto incontrare il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy.

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