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IL PUNTO/ Per Marino è il primo vero test, chi pagherà la bolletta per evitare il default

E’ la prima vera prova per Ignazio Marino, fin qui si è scherzato. Ora si vedrà la vera diversità, la vera discontinuità rispetto al passato. Il sindaco avrà un approccio diverso rispetto ai suoi predecessori, riuscirà a mettere ordine al bilancio disastrato del Comune senza pesare sui cittadini? Ha scelto dei collaboratori tecnicamente preparati alla sfida mortale? I primi segnali sono deludenti. Si tratta di 870 milioni. Certo cinquecento milioni di tagli orizzontali non si inventano in cinque minuti, e poi si parla di aumento delle tasse, dall’Imu all’Irpef. Le solite ricette. Indispensabili? Forse si può fare anche dell’altro, forse si doveva mostrare meno baldanza e venire in Campidoglio con i compiti fatti. Le prime mosse di Marino non sono certo state al risparmio, da nessun punto di vista. Prima di chiedere ancora soldi ai romani la Giunta dovrebbe andare a pescare altrove. Ma saprà farlo? E saprà farlo in fretta? Il rischio default, opportunamente contestato agli avversari, c’era già ai tempi della campagna elettorale. Non è novità dell’ultima ora. Marino ci è arrivato impreparato. Il caschetto da ciclista non gli eviterà di farsi male.

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