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Telecom: Bernabè giovedì si dimette


Franco Bernabè alza bandiera bianca ed è pronto a presentare le proprie dimissioni al prossimo consiglio di amministrazione, convocato per giovedì 3 ottobre. A differenza del 1999, quando fino all’ultimo contrastò l’opa di Colaninno, fino ad affrontare lo smacco di un’assemblea dove avrebbe voluto presentare le sue proposte per il rilancio che andò deserta in tutte e tre le convocazioni, questa volta ha deciso di non andare allo scontro.
La frattura che si aprirebbe in cda, dove pure avrebbe il sostegno dei consiglieri indipendenti, sarebbe devastante e Telco, secondo quanto si apprende, avrebbe comunque già pronto un sostituto, Massimo Sarmi, attuale amministratore delegato di Poste Italiane. Mercoledì è in agenda una riunione del comitato nomine di Telecom che, secondo quanto si apprende, potrebbe già in quell’occasione cooptare Sarmi quale consigliere indipendente in sostituzione di Elio Catania.

Proprio oggi gli investitori istituzionali hanno fatto sentire la loro voce, non mancando di sottolineare che nelle ultime assemblee (dove si è radunato meno del 50% del capitale) loro ne hanno rappresentato oltre il 23 per cento, e spingendo per la cooptazione di un consigliere indipendente al posto di Catania, Francesca Cornelli. Sono preoccupati per l’indipendenza del gruppo e chiedono chiarimenti sull’ipotesi di un aumento, in particolare modalità e finalità.

Intorno, con l’arrivo del week-end, la buriana politica invece si è placata, l’audizione di Franco Bernabè è stata rinviata a martedì prossimo e l’attenzione torna sul cda che ora si preannuncia più interlocutorio che mai. Lo scorporo della Rete e la possibilità che su Telefonica ricada l’obbligo di un’opa sono i temi caldi ma non si smette di ragionare nemmeno su aumento di capitale e futuro delle controllate latinoamericane; non è più chiaro però se giovedì Bernabè presenterà comunque le sue strategie o se passerà la mano immediatamente. La Borsa intanto rimane in tensione con il titolo scivolato a 0,58 euro (-2,56%).

Oltre ai normali realizzi alla fine di una settimana calda e le incognite sul piano industriale, emergono sul mercato anche valutazioni sui rischi per l’operazione concordata con Telefonica se il governo cambierà le regole su Opa e ‘strategicità’ della rete. Il mercato teme anche l’ingerenza della politica che con interventi come l’introduzione della Golden Power fa perdere l’appeal speculativo al titolo. Lunedì un nuova ‘prova mercati’ attende il titolo e la notizia del cambio al vertice potrebbe oscurare tutti gli altri temi, compreso lo spin off.

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