| categoria: economia

Telecom settimana calda. Cambia il vertice, resta il nodo della rete

Tutto tace intorno a Telecom. La buriana si è placata, la politica ha altre urgenze e la finanza riflette. Il riassetto a monte di Telco cambia i ‘pesì tra gli azionisti ma soprattutto sembra aver allargato le divergenze che già da tempo esistevano tra i soci e i manager del gruppo. Il presidente Franco Bernabè vuole evitare uno scontro e una frattura in Cda che, in un momento già difficile di per sè per l’azienda, potrebbe essere deleterio e rimetterà il suo mandato già giovedì, al consiglio che avrebbe dovuto esaminare il nuovo piano industriale. «Ho molta stima per Bernabè e mi sembra che anche in questo caso, se la decisione è quella che leggiamo, abbia anteposto l’interesse dell’azienda al proprio» ha detto a margine di un convegno il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Franco Bernabè. Per sostituirlo Telco, la holding che controlla il 22,4%, punta su Massimo Sarmi, attuale ad di Poste Italiane che nel 1995 era stato il primo direttore generale di TIM e nel 1998 era stato chiamato alla direzione generale di Telecom. In Poste Italiane intanto si starebbero sondando anche possibili soluzioni interne per sostituire il manager, guardando al suo staff di prima linea, tra i dirigenti chiamati anche recentemente da Sarmi stesso in azienda. C’è anche la ‘tentazionè di un ritorno importante, la possibilità che si creino le condizioni per l’arrivo di Corrado Passera. Per la presidenza di Telecom qualcuno ha fatto il nome di Francesco Caio, che appena qualche giorno fa aveva tagliato corto: «Non capisco come ogni volta venga fatto il mio nome: sono un candidato a Telecom dal ’97». Mercoledì si riunirà il comitato nomine di Telecom che avrà sul tavolo il tema della sostituzione di Elio Catania e potrebbe con l’occasione cooptare Sarmi qualificandolo come indipendente. Il riassetto dei vertici (che potrebbe arrivare a toccare anche la carica di amministratore delegato) non smorzerà le preoccupazioni sulla Rete e sulle strategie future di Telecom. Perplessità per il potenziale conflitto di interessi di Telefonica ci sono fin dentro al cda, tra i consiglieri indipendenti, e tra i soci con i fondi che hanno chiesto di «rafforzare i presidi di indipendenza». Non ultimo è dubbioso il mercato con gli analisti che hanno messo a nudo nelle scorse settimane le criticità dell’operazione di riassetto e il titolo che flette in Borsa: tutti si aspettano dei chiarimenti e qualche risposta potrebbe arrivare dal cda del 3 ottobre.

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