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IL PUNTO/ Berlusconi pronto allo show down, si sente già in campagna elettorale

Si sente già in campagna elettorale. Ed è pronto ad andare allo show down e allo scontro con il Colle. Ormai l’apertura della crisi è inevitabile, nessun chiarimento basterà ad evitare il peggio. E tutto porterà dritto al voto. Silvio Berlusconi si è convinto ormai che con le larghe intese non si va da nessuna parte e all’orizzonte per lui ci sono le urne. E se Napolitano non scioglierà le Camere, siamo pronti a stare all’opposizione, ragionano ad Arcore. Rientrato ieri sera a Villa San Martino, oggi ha trascorso una giornata campale tra telefonate e incontri. Ha visto ancora una volta i figli e gli avvocati, che hanno cercato l’ultima mediazione per scongiurare la rottura. Poi, dopo un vero e proprio consiglio di guerra con i fedelissimi e gli amici di sempre (da Fedele Confalonieri a Ennio Doris a Gianni Letta) avrebbe deciso il ‘grande passò. Già da tempo avevano deciso di togliermi di mezzo, sono sempre stato responsabile ma stavolta non mi presterò ai loro giochetti, così non si poteva andare avanti, avrebbe detto ai suoi il Cav. Non passeremo per quelli che mettono le mani nelle tasche degli italiani, avrebbe spiegato. Prima la decisione di annunciare che non si presterà alla «sceneggiata» della giunta per le elezioni del Senato, dove, sostiene nella memoria difensiva depositata oggi, «il copione è già scritto». E poi la scelta di passare al contrattacco, staccando di fatto la spina al governo Letta. Nel pomeriggio il Rubicone ormai è varcato con l’annuncio del ritiro della delegazione pidiellina al governo e l’accusa rivolta a Pd e premier di aver violato i patti sull’Iva. Ora basta, non si torna più indietro, la misura è colma, il Colle e il Pd sono determinati a farmi fuori, è arrivato il momento di lasciare questa maggioranza contro natura. La sinistra pensa di scaricarci la colpa di aver aumentato l’Iva e di aver rinviato l’Imu, questo è inaccettabile per noi, avrebbe detto l’ex premier. E ancora: abbiamo tentato di accelerare i tempi e di arrivare all’approvazione dell’Iva prima della fiducia, anticipando a lunedì il dibattito parlamentare, ma loro, da veri irresponsabili, non hanno voluto. Spiegherò agli italiani cosa è successo. Berlusconi, raccontano, è pronto ad ogni evenienza e avrebbe mobilitato il partito come ai vecchi tempi. È stata confermata per il 4 ottobre la manifestazione in piazza Farnese e altre iniziative sono in cantiere. «Dopo il ritiro dei ministri, ho trovato Berlusconi determinato e sollevato per la decisione presa», confida un ex ministro azzurro.

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