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ROMA/ Branco di bulli aggredisce giovane peruviano sull’autobus

Aggressione di bulli a sfondo razziale ieri sera a bordo di un autobus di linea. Vittima un ventenne peruviano da tempo in Italia, Gino. Intorno alle 19, il ragazzo sale sul bus 69 in via Prati Fiscali. Sul mezzo vi era nutrito gruppo di giovani italiani, circa trenta persone, secondo il suo racconto, e un’altra dozzina di passeggeri. Appena salito sull’autobus un ragazzo di circa «venti anni mi chiedeva se quella era la fermata del Foro Italico – racconta Gino – Io gli ho risposto di no e allora lui ha cominciato ad insultarmi dicendomi: ‘Grazie m…; str…; cileno di m…’. Così sono stato apostrofato anche da alcuni sui amici». «Io ho deciso di far finta di nulla – continua il ventenne – ma loro hanno cominciato a fare sempre più confusione, a gridare, a cantare canzoni di stampo discriminatorio. Mi sembravano sotto l’effetto o di droga o di alcool. Un altro ragazzo che era sul mezzo mi ha infatti raccontato che in precedenza alcuni della comitiva si erano vantati di essersi drogati. Poi hanno cominciato a cercare di danneggiare l’autobus: rotta la scatola dove è contenuto il martelletto d’emergenza, hanno cercato di infrangervi i vetri. Un altro ha a iniziato a colpire il display che segnala quando una fermata viene prenotata. Alcuni frammenti di plastica mi sono caduti in testa ma non so se sono stato colpito da qualcuno o è stato un fatto accidentale». Ad ogni modo, prosegue il racconto, «quel punto i ragazzi di quella comitiva hanno iniziato a ridere guardandomi, continuando non solo ad insultarmi, ma anche iniziando a dare fastidio anche alle altre persone che erano sull’autobus: pretendevano che bevessero da bottiglie di birra che gli offrivano». Dieci, quindici minuti di paura per Gino, ma anche per gli altri passeggeri, terminati quando la «banda» è scesa dal mezzo alla fermata di Mondo Fitness, per recarsi probabilmente in una discoteca che si trova nei paraggi. Quindi l’arrivo al capolinea, a piazzale Clodio, l’autista del bus «anche lui spaventato ha chiamato i carabinieri e un’ambulanza». Presentata una denuncia ai militari, il ventenne è stato visitato all’ospedale San Carlo: i medici gli hanno refertato un trauma cranico minore giudicato guaribile in sette giorni. «È stata un’esperienza terribile – racconta Gino che quest’anno ha sostenuto l’esame di maturità in un liceo classico di Roma – Sono quasi sei anni che vivo in Italia e non mi era mai successa una cosa del genere. Eravamo tutti spaventati e nessuno è riuscito a reagire. Mi sono sentito profondamente a disagio. Ci sono alcune persone che vivono ancora nell’età della pietra».

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