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SCHEDA/ I rischi-Troika? Tagli alla Pubblica Amministrazione e nuove tasse

Tagli pesantissimi alla pubblica amministrazione, ai salari dei dipendenti pubblici e alle pensioni, privatizzazioni forzate, ricapitalizzazione delle banche e nuove tasse. Sono alcune delle misure che la Troika ha imposto alla Grecia in cambio degli aiuti necessari ad evitare la bancarotta di Atene e che potrebbero riproporsi anche per l’Italia se effettivamente, come paventato ieri dal viceministro dell’Economia Stefano Fassina, gli ispettori di Ue, Bce e Fmi dovessero sbarcare anche a Roma. Dopo le cure più o meno estreme adottate in Irlanda, Portogallo, Grecia e Cipro, potrebbe insomma toccare anche all’Italia che, grazie soprattutto ai drastici sacrifici decisi nel 2012 dal governo Monti, è riuscita finora ad evitare le interferenze esplicite degli organismi internazionali. Negli ultimi anni di crisi economica e finanziaria, gli interventi di indirizzo della ‘longa manus’ sovranazionale si sono infatti limitati alla lettera inviata a doppia firma all’allora governo Berlusconi da Jean Claude Trichet e Mario Draghi (presidenti uscente e in pectore della Bce) il 5 agosto del 2011. Oggi, se lo spettro Troika dovesse divenire realtà, per il nostro Paese non si arriverebbe forse al prelievo forzoso sui conti correnti adottato a Cipro, ma con ogni probabilità le istituzioni internazionali potrebbero chiedere sforzi notevoli sulle riforme strutturali, sulla lotta all’evasione fiscale, sulla spending review e sul ridimensionamento dell’apparato pubblico. Oltre che sul cuneo fiscale, leit motiv di molte analisi economiche dedicate all’Italia, in cui Ocse, Ue e Fmi chiedono a ripetizione uno spostamento della pressione fiscale dal lavoro e dalle imprese ai consumi. La ricetta greca ha imposto ad Atene una maxi-manovra da 13,5 miliardi di euro in due anni, fatta di 11,5 miliardi di tagli e 2 miliardi di aumento di tasse, compreso proprio l’aumento dell’Iva. La scure si è abbattuta prima di tutto sui dipendenti pubblici (insegnanti, poliziotti, medici, impiegati), che hanno visto ridursi i salari del 20% e il loro numero diminuire di giorno in giorno. La Troika ha disposto l’aumento dell’età pensionabile e la riduzione di tutte le pensioni sopra i 1.000 euro, l’adozione di una speciale tassa di solidarietà e di nuove addizionali sul reddito. I tagli non hanno risparmiato il settore privato, a cominciare dal dissestato sistema bancario, obbligato a ricapitalizzazioni e a riduzioni dei dipendenti. A tutto campo la lotta all’evasione fiscale e le privatizzazioni, rese forzate da un programma di dismissioni che ha interessato tutti i settori: dall’energia fino al totocalcio.

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