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I Cinque Stelle “occupano la Rai, Grillo da Gubitosi

La posizione è quella di sempre: “Non patteggiamo nulla. Per noi devono decidere gli italiani”. “Mandiamoli tutti a casa”. Il leader del Movimento 5 stelle non fa in tempo a scendere dal taxi davanti a viale Mazzini per raggiungere i grillini alla manifestazione di protesta contro l’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo che viene circondato da decine di giornalisti e fotografi.

E davanti ai microfoni ribadisce la più netta chiusura a ogni ipotesi di partecipazione al governo e alla maggioranza: “Io non rispondo a queste domande sulla nostra partecipazione al governo. dovete finirla di inserirci in questo stagno, in questo pastone, con cui ci chiedete con chi ci alleiamo. Io a queste domande non rispondo”. L’unica cosa importante, spiega Grillo, è “mandarli tutti a casa prima che il fondo monetario ci commissari.

La polemica sul porcellum. Sotto il cavallo della Rai Grillo nel suo improvvisato comizio come al solito non risparmia i partiti e il l’informazione. Ed è subito polemica con il premier Enrico Letta. “Siamo gli unici che hanno votato contro il Porcellum. Letta in televisione non dice la verità, è lui che ha votato contro. Non è il mio presidente del consiglio uno che mente agli italiani”, accusa Grillo, furioso per le dichiarazioni di ieri sera del premier alla trasmissione Che tempo che fa su Rai 3.

“Questa gente non si deve più avvicinare alla legge elettorale e alla costituzione. Devono andare via perché sono stati soci per 20 anni di un bandito: il Pdl ha governato 10.650 giorni, il Pd 10.200: c’è un differenziale dell’1%”, è stato l’ultimo commento di Grillo prima di lasciare la sede Rai di viale Mazzini.

Accuse rimandate al mittente in tempo reale dal presidente del Consiglio su Facebook: “Grillo bugiardo, è lui il primo fan del Porcellum. Non mi stupisce: è l’unico sistema che può consentirgli di avere voce in capitolo, di vincere o di essere comunque l’ago della bilancia”.

A prova Letta cita il post scritto da Grillo sul suo blog ad Agosto: “Con il porcellum vinciamo noi. Pdl e Pd sanno che con il porcellum il rischio che il M5s vinca le elezioni e vada al governo è altissimo”. Quanto a lui, il capo del governo assicura che continuerà a lavorare nella direzione di un cambiamento dell’attuale legge elettorale, “come ho sempre fatto, senza certo temere le accuse e le mistificazioni di Grillo”.

I distinguo di Giachetti. Una ricostruzione dei fatti che non convince però il deputato del Pd Roberto Giachetti, primo firmatario a inizio legislatura di una mozione per riformare il porcellum. Infatti, fu proprio il presidente del Consiglio Enrico Letta a chiedere al Pd di votare contro la sua mozione per il ritorno al ‘Mattarellum’: “Quando più di quattro mesi fa 100 deputati di quasi tutti i gruppi misero a disposizione del Parlamento la possibilità di passare dalle parole ai fatti, cioè di cancellare il porcellum, Letta chiese al Pd di votare contro quella mozione, ponendo in pratica una questione di fiducia; il Pd si sottomise a quella richiesta e quella mozione fu votata solo da Sel, dal Movimento 5 stelle, dal deputato Pdl Martino e dal sottoscritto”, ha spiegato Giachetti sul suo blog.

L’occupazione della Rai. Ma il leader dei Cinque Stelle oggi ha parlato soprattutto di informazione e di servizio pubblico, non di politica: “Il nano con le sue televisioni non mi interessa. Mi interessa la Tv pubblica, e con Fico presidente abbiamo una grande occasione”, ha chiarito Grillo, prima di essere ricevuto dal direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, mentre gli altri parlamentari presenti al sit in non sono stati fatti entrare nell’ufficio. Che pochi minuti ha invitato ad andare a casa, insieme alla presidentessa Anna Maria Tarantola.

Come del resto aveva anticipato già ieri davanti alle telecamere di Ballarò all’uscita di un ristorante romane: “Non me la date più a bere. Adesso non stiamo più in silenzio, veniamo lì e se chiudete i cancelli vi veniamo a cercare a casa, sotto le finestre dei dirigenti dei tg. Noi non siamo violenti, vogliamo che la gente reagisca voi guadagnate milioni di euro mentre il paese va alla fame”.

“Basta con questi direttori nominati dai partiti, la storia deve cambiare, la politica deve uscire dalla Rai” è sbottato Grillo. E se la prende anche con il direttore del Tg1: “Orfeo, lo invito a venire qua e a dare delle risposte: chi l’ha messo lì? Ci ha sempre odiato fin dall’infanzia perché nominato da Caltagirone e Casini”. I giornalisti Rai, ha concluso “sono solo i camerieri dei politici” e i telegiornali delle tre reti “depistano informazioni per milioni di cittadini”.

Usigrai: “Toni da squadrista” Le parole di Grillo hanno scatenato le reazioni forti dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. “Da Grillo modi e toni da squadrista. I giornalisti della Rai non sono ‘camerieri’ di nessuno, e non saranno certo questi toni a intimidirci”. Un commento condiviso anche dal Comitato di Redazione del Tg1che in una nota ha scritto: “Una cosa è la critica – giusta e legittima – un’altra l’insulto. E di insulti si è trattato soprattutto nei confronti di redazione e direttore del Tg1”. L’Usigrai ha poi sottolineato come la “cosa ancor più grave” fosse la presenza “a fargli da spalla” del presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai Roberto Fico, “un rappresentante delle istituzioni”.

Proprio la presenza di Fico alla manifestazione dei 5Stelle ha scatenato le polemiche bipartisan da parte di Pd e Pdl che l’hanno ritenuta inaccettabile in virtù del suo ruolo di garanzia e al di sopra delle parti. “‘Gravissimo apprendere che il presidente della commissione di Vigilanza, che dovrebbe esercitare un ruolo istituzionale, aderisce a manifestazioni e sit in dai toni polemici e politici” ha detto Salvatore Margiotta (Pd), vicepresidente della Vigilanza Rai. Gli fa eco Paolo Bonaiuti, membro del consiglio in quota Pdl: “Ma come può il presidente di una Commissione bicamerale di vigilanza, che dovrebbe essere di garanzia e al di sopra delle parti, piombare alla Rai in compagnia del leader del suo partito?”.

Fico si è difeso richiamando prima il suo ruolo da cittadino e poi di presidente della Commissione. “Prima ancora di essere Presidente della Commissione di Vigilanza Rai sono un cittadino che combatte da sempre affinché i diritti delle persone vengano rispettati. Lo continuo a fare anche da quando ricopro incarichi istituzionali, e così intendo continuare”.

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