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CHAMPIONS/ Dall’Arsenal due schiaffi al Napoli. Brusco ritorno sulla terra per i partenopei

L'allenatore del Napoli Benitez

Impacciato, impreciso, irriconoscibile, per una sera irrimediabilmente inadeguato, il Napoli si squaglia davanti all’Arsenal e torna da Londra con una bocciatura senza appello sul palcoscenico internazionale. Perchè al di là delle proporzioni della sconfitta, che può anche starci contro la capolista della Premier League (al decimo successo consecutivo in tutte le competizioni), è la mentalità della squadra di Rafa Benitez a suggerire il ridimensionamento. L’approccio molle alla partita, la reazione inesistente, l’impegno sconclusionato. E non può certo bastare l’assenza di Gonzalo Higuain, bloccato da un risentimento al flessore della gamba destra, a spiegare l’atteggiamento rinunciatario – reverenziale ai limiti della paura – con cui il Napoli è sceso in campo. Tramortito dal gol in apertura di Mesut Ozil, smarrito dopo il raddoppio firmato da Olivier Giroud. Un uno-due dal quale i partenopei non si sono più ripresi nonostante la maglia camouflage e i 5mila tifosi arrivati dall’Italia. Abulici quando non approssimativi, goffi in difesa, sconclusionati a centrocampo, pressochè inesistenti davanti. Troppo brutto il Napoli dell’Emirates stadium per essere vero. Ingiusto quanto impietoso qualsiasi giudizio definitivo. Perchè nessuno si è salvato contro i gunners. Neppure i giocatori più esperti, nè Goran Pandev reduce dai due gol al Genoa, nè Marek Hamsik smarritosi nel continuo trottare senza meta. Merito anche – se non soprattutto – di un Arsenal superiore in maniera crudele, a tratti imbarazzante, capace di continui cambi di marcia e di una gestione autorevole della partita. Che ha avuto in Mesut Ozil l’interprete più brillante. È il tedesco, acquistato in estate per 50 milioni di euro, ad aprire le danze (8′ pt). Olivier Giroud innesca sulla sinistra Aaron Ramsey, sul suo traversone interviene di piatto l’ex Real Madrid che firma così il primo gol con la maglia dell’Arsenal. Non c’è tempo per imbastire una reazione che arriva il raddoppio inglese. Goffo il rinvio di Miguel Britos, palla intercettata da Ozil che centra basso per il tap-in vincente di Giroud. Partita virtualmente chiusa. Per il primo tentativo del Napoli bisogna attendere la mezz’ora con una punizione (alta) di Josè Callejon. Ma Wojciech Szczesny viene impegnato una sola volta i tutta la partita, da un rasoterra lento di Lorenzo Insigne prima dell’intervallo. La ripresa è un esercizio (sterile) di impegno da parte del Napoli, puntualmente arginato dalla difesa dell’Arsenal che con Laurent Koscielny sfiora anche il tris: salva Pepe Reina. L’ultimo sussulto di una notte nera, da dimenticare per non cedere nel catastrofismo, ma anche da ricordare per imparare la lezione. In Europa il Napoli deve ancora crescere.

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