| categoria: esteri, Senza categoria

ISRAELE/ Netanyahu, pronti a difenderci da soli dall’Iran nucleare

Il nuovo presidente iraniano Hassan Rohani è «un lupo vestito da agnello»: Benyamin Netanyahu non ha dubbi, Teheran continua a perseguire un programma nucleare militare. Parlando all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il premier israeliano ha ribadito ancora una volta che «Israele non consentirà che l’Iran abbia armi nucleari», ma allo stesso tempo ha lasciato la porta aperta alla prospettiva che i futuri negoziati portino ad una svolta. Per gli israeliani la speranza per il futuro è sfidata da un Iran con armi nucleari che vuole la distruzione di Israele, ha detto, aggiungendo senza giri di parole: contro la minaccia di armi nucleari iraniane lo Stato di «Israele non ha altra scelta che difendersi», e se sarà costretto ad agire da solo lo farà, sapendo che in tal modo «difenderà anche molti, molti altri». Ma «tutti vogliamo dare alla diplomazia la possibilità di successo», ha inoltre affermato, sottolineando che è allora fondamentale che la comunità internazionale, che «ha messo l’Iran alle corde», continui «a mantenere la pressione su Teheran», a mantenere pienamente in piedi il sistema di sanzioni economiche, di cui «chiaramente Rohani vuole liberarsi». E «come ha giustamente detto il presidente Obama, dopo le parole concilianti è ora necessario passare ad azioni trasparenti», che secondo Netanyahu si possono riassumere in quattro passaggi. Primo: stop ad ogni arricchimento di uranio. Secondo: rimozione dal territorio iraniano di ogni scorta di uranio arricchito. Terzo: smantellamento delle infrastrutture per l’aumento delle capacità nucleari iraniane. Quarto: stop ad ogni attività nei reattori per acqua pesante e fine della produzione di plutonio. Netanyahu ha avuto ieri un lungo incontro con il presidente Barack Obama alla Casa Bianca al termine del quale il presidente americano ha ribadito che per gli Usa tutte le opzioni rimangono sul tavolo, compresa quella militare. Parole che hanno creato una certa irritazione a Teheran, stigmatizzata dal ministro degli Esteri Javad Zarif, secondo il quale «i movimenti a zig zag» di Obama minacciano di distruggere «la fiducia reciproca» che sta appena nascendo. Tuttavia, con un gesto assolutamente irrituale, un delegato della missione iraniana all’Onu, Khodadad Seifi, dopo l’intervento di Netanyahu ha preso la parola in assemblea generale per affermare ancora una volta che «le armi nucleari non hanno posto nella dottrina di difesa dell’Iran». Si tratta dello stesso concetto espresso una settimana fa da Rohani dallo stesso podio da cui ha parlato oggi Netanyahu, quando ha esplicitamente aperto a nuovi negoziati per «arrivare a un accordo quadro per superare le nostre differenze». Negoziati che, ha confermato oggi il ministero degli Esteri russo, riprenderanno con la formula del 5+1 a Ginevra il 15-16 ottobre. All’incontro parteciperanno i ministri degli Esteri del sestetto (Russia, Usa, Gb, Cina, Francia e Germania), quello iraniano Mohammad Zarif e il capo della diplomazia europea Catherine Ashton.

Ti potrebbero interessare anche:

Ania, oltre tre milioni di auto sono senza assicurazione
Violenza sessuale su Sara Tommasi, due arresti
USA/Prigioniero di Guantanamo trasferito in Algeria
Opera di Roma, il Cda ritira i licenziamenti ma resta la tensione
Usa-Russia, Kerry vola da Putin dopo due anni
SABAUDIA/ Erosione della costa, in arrivo i finanziamenti della Regione per i ripascimento sul litor...



wordpress stat