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Italia in lutto per la strage dei migranti

“Il Presidente Enrico Letta, ha proclamato per domani, venerdì 4 ottobre, una giornata di lutto nazionale per l’immane tragedia avvenuta all’alba di questa mattina quando un barcone di migranti è naufragato a circa mezzo miglio dell’Isola dei Conigli al largo di Lampedusa. Inoltre il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha comunicato di aver disposto che, nella giornata di domani, sia osservato un minuto di silenzio nelle scuole di ogni ordine e grado”. Lo si legge nella nota stampa diffusa al termine del Cdm.

Il naufragio di Lampedusa potrebbe essere la strage più grave dal dopoguerra che si e’ verificata nel canale di Sicilia. Visto che i sopravvissuti hanno raccontato di 500 persone a bordo del barcone andato a fuoco e poi affondato e che i superstiti per ora sono 155, il rischio e’ che alla fine si possano contare più di 300 morti. Sinora la tragedia più nefasta accertata era la cosiddetta strage della notte di Natale del 1996: in un tragico tentativo di sbarco al largo di Capo Passero, persero la vita 283 clandestini tra pakistani indiani e cingalesi Tamil. Erano stipati su un mercantile che trasportava circa 450 immigrati.

Il cargo si fermò tra Malta e la Sicilia, in attesa dell’arrivo di un’imbarcazione più piccola sulla quale trasbordare i migranti che dovevano raggiungere le coste siracusane. Un sistema adoperato dal racket dei clandestini per ridurre al minimo i rischi e massimizzare i profitti. Ma le cattive condizioni del mare provocarono un incidente: durante l’operazione la nave ”madre” speronò la carretta che in pochi istanti si inabissò con il suo carico umano. Per molto tempo la tragedia rimase avvolta nel mistero,anche perché i cadaveri degli immigrati rimasero imprigionati dentro il barcone.

Solo alcuni anni dopo le telecamere piazzate su un mini sommergibile, e l’inchiesta di un inviato del quotidiano ‘La Repubblica’, consentirono di localizzare il relitto e far luce sulla strage. Strage per la quale sono stati condannati a 30 anni di reclusione l’armatore pachistano Ahmed Sheik Turab, che organizzò il viaggio e il libanese El Hallal Youssef, comandante della nave madre. Bilancio pesantissimo anche per un altro naufragio avvenuto il 6 aprile di due anni fa: nella notte un barcone con 300 profughi a bordo provenienti dall’Africa sub-sahariana e partiti dalle coste libiche, si ribaltò nelle acque maltesi, a 39 miglia dalla costa di Lampedusa: se ne salvarono solo 51.I migranti,dopo aver visto il mare gonfiarsi, con un telefono satellitare erano riusciti a chiamare le autorità di Malta, che girarono la segnalazione ai colleghi italiani: ma quando i mezzi di soccorso tentarono di “agganciare” la carretta senza più governo, e che già imbarcava acqua, lanciando una cima, l’imbarcazione si rovesciò. E così si compì la tragedia

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