| categoria: politica

Letta spinge su dossier economia, la priorità è la legge di stabilità

Il Governo e la nuova maggioranza uscita ieri con la fiducia rimettono mano rapidamente ai dossier economici più ‘caldì: innanzitutto la Legge di Stabilità per la quale si avvicina anche il confronto europeo (a metà mese il ministro Fabrizio Saccomanni è atteso all’Fmi e all’Ecofin). Si tratta – da quanto si apprende – di un pacchetto complessivo da almeno 8-10 miliardi che dovrebbe servire anzitutto – come ribadito da Enrico Letta – a metter mano al cuneo fiscale che grava su imprese e lavoratori. Potrebbe essere una cifra un pò superiore ai 2 miliardi che però verrebbe distribuita non ‘a pioggià ma, ad esempio su aziende che innovano o lavoratori dal reddito basso ma dall’alta produttività, per potenziarne gli effetti. E proprio su questo è già in calendario un incontro tra i leader sindacali e il Governo lunedì prossimo a Palazzo Chigi. Martedì pomeriggio sarà la volta del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi; mercoledì di Rete Imprese Italia, con la delegazione guidata dal presidente Ivan Malavasi. I sindacati prendono già posizione: «Ci preoccupano le tentazioni ragionieristiche», spiega il segretario della Cgil, Susanna Camusso, in vista del confronto. La cifra complessiva potrebbe comunque levitare dal momento che l’ammontare delle cosiddette spese indifferibili (capitolo che comprende rifinanziamento Cig e missioni internazionali) è oggetto di valutazione. Tra le voci che potrebbero comporre la prossima Legge di stabilità anche il rifinanziamento del Fondo per l’autosufficienza e quello per le politiche sociali che potrebbe valere circa 500-600 milioni. Nel provvedimento troverebbe poi ovviamente spazio la nuova Service tax e l’allentamento del patto di stabilità interno. Nel frattempo lo stesso ministro Saccomanni, impegnato non sempre direttamente anche sui dossier Alitalia, rete Telecom, Finmeccanica-Ansaldo, ha già escluso che si possa intervenire sull’aumento dell’Iva (scattato il primo ottobre, complice la crisi di Governo) anche se l’effetto sembra decisamente ‘nefastò con le associazioni dei consumatori che già denunciano ‘rincaro selvaggiò con buona pace di chi vede nel rilancio dei consumi interni la leva per far scattare la ripresa. Ma resta da metter mano alla correzione dei conti 2013: secondo l’Fmi infatti il deficit sarebbe al 3,2% (3,1% secondo il Governo). C’è quindi da rispolverare il decreto congelato nel Cdm alla vigilia della crisi di governo che stanziava 1,6 miliardi per correggere lo sforamento. Sempre da risolvere la questione Imu: è già noto che con la Legge di Stabilità arriverà la Service Tax, ma intanto c’è da metter mano a Imu 1 (la prima rata) e 2. Da quanto si apprende da fonti parlamentari il decreto sulla prima rata ora alla Camera sarebbe «blindato». L’idea del Governo e della nuova maggioranza Letta-Alfano emersa ieri sarebbe dunque quella di bloccare del tutto le spinte al cambiamento più volte arrivate, ad esempio, da Renato Brunetta. Salterebbe quindi anche l’ipotesi di riunire la cabina di regia sull’argomento che verrebbe così «sterilizzata». Della seconda rata poi se ne parlerebbe ma solo a novembre (c’è infatti tempo per intervenire fino a metà dicembre). Ma non sarebbe un taglio come per la prima rata: infatti escludendo i redditi alti e i terreni agricoli si punterebbe a risparmiare circa 7-800 milioni. Così il mancato incasso da coprire sarebbe di 1,5-1,6 miliardi rispetto ai 2,4 previsti. E il cuneo fiscale? «Due miliardi di euro non basteranno, – avverte Camusso – ma soprattutto è sbagliato continuare a parlare di cuneo fiscale. È un esperimento che abbiamo già fatto con il Governo Prodi, sono stati messi più di 5 miliardi ma non c’è stato un miglioramento delle condizioni lavorative e non si è creato alcun posto di lavoro in più». In attesa di capire quanto verrà stanziato e cosa sarà effettivamente contenuto nella legge, diventa operativa l’anticipazione al 2013 della seconda tranche di pagamenti dei debiti arretrati degli Enti locali. Il Tesoro ha infatti comunicato che è stato registrato dalla Corte dei Conti il decreto emanato dall’Economia che dispone l’erogazione di una cifra fino a 1,8 miliardi inizialmente programmata per il 2014.

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