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IL PUNTO/ Renzi gioca la sua partita per “devitalizzare” un eventuale grande centro


Matteo Renzi lancia una nuova Leopolda il 25 ottobre, ma l’attenzione e i timori del sindaco di Firenze sono concentrati sull’evoluzione del sistema partitico con la possibile nascita del grande centro. Certo, bisognerà vedere come evolverà la discussione nel Pdl, e se la scissione degli alfaniani, prima annunciata, poi congelata, si materializzerà in futuro.

A turbare il sonno dell’ex rottamatore sono le sirene centriste che potrebbero attirare una parte dei deputati e senatori del Pd che da sempre guardano con interesse al centro. Su tutti gli ex popolari, che nel Pd si sentono sempre più come degli ospiti. I renziani, si sa, sono bipolaristi convinti e vedono un ritorno a un sistema stile Prima Repubblica come fumo negli occhi.

Un progetto, quello del grande centro a cui mirano su tutti Monti, Casini e lo stesso Montezemolo, che se andasse in porto ucciderebbe sul nascere il sogno dell’autosufficienza del Partito democratico. Un obiettivo che Renzi ha mutuato dal Veltroni del Lingotto. Tradotto: il pericolo da scongiurare è che la maggioranza parlamentare rinnovata in Parlamento giovedì spinga verso un sistema proporzionale. Proprio per questo, solo dopo le assise del Pd, il sindaco toscano cercherà di impedire questo scenario mobilitando le sue truppe in Parlamento. Intanto incombe il congresso con la concreta possibilità che a Renzi, Civati, Pittella e Cuperlo si aggiunga un esponente dell’area bindiana.

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