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Ma cos’altro dovremmo fare noi per i clandestini?

Da Paolo Gorreti, di Camerino riceviamo e pubblichiamo:
Caro Direttore,
ho letto con interesse il suo commento di ieri. Condivido il suo pensiero. L’umana pietà, l’orrore, il dolore di fronte a tragedie come quelle di Lampedusa non possono far dimenticare la genesi della tragedia. Che colpa abbiamo noi se siamo geograficamente una portaerei senza difese gettata nel mezzo del mediterraneo, se chiunque può vederci come punto di arrivo e di salvezza.Che colpa abbiamo noi se i disgraziati di mezzo mondo ci vedono come obiettivo scappando dai loro orrori. Non è un problema di Bossi-Fini, di Ue o di respingimenti. Non possiamo sentirci in colpa se non siamo attrezzati a dare asilo comunque e a chiunque. Pensate agli Stati Uniti e al muro che rende difficilmente penetrabile il confine tra Messico e Stati Uniti. Nessuno obietta sulla congruità di quelle misure e sulla liceità del comportamento del governo americano. Perché gli italiani si sentono in colpa per non poter fare abbastanza per i migranti clandestini? E cosa ci chiedono dal resto del mondo? Mi pare di vivere in una realtà capovolta

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