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Alitalia, si cerca una soluzione per evitare il baratro

Continua inesorabile il conto alla rovescia per salvare, ancora una volta, Alitalia dal baratro. L’agenda dei prossimi giorni è fittissima e il primo appuntamento fissato è quello delle 17 di lunedì, quando azienda, governo, banche e fornitori si vedranno di nuovo a Palazzo Chigi per tentare di varare un’operazione di sistema e traghettare la compagnia verso la manovra finanziaria necessaria a sostenere il piano industriale 2013-2016. Operazione per la quale indiscrezioni di stampa tornano a parlare della partecipazione di Ferrovie dello Stato, un’ipotesi che il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi non conferma e non smentisce: «Vedremo tutte le soluzioni», ha detto. «Tutto il nostro impegno – ha aggiunto Lupi, che con il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato sta seguendo da vicino il dossier – è per salvare la strategicità di Alitalia, l’occupazione e il piano industriale. Siamo un grande paese industriale, Expo 2015 è una opportunità e la nostra compagnia di bandiera non possiamo farla diventare una compagnia regionale». Secondo Lupi, infatti, «in un mercato che è assolutamente cambiato rispetto al 2008», per il rilancio della compagnia «la prospettiva fondamentale non può che essere quella di una alleanza con grandi vettori internazionali: Air France è certamente un interlocutore prioritario, vedremo poi se ce ne saranno altri». Tra i partner industriali che, intanto, potrebbero dire la loro rispuntano le Ferrovie. Indiscrezioni raccolte dal Messaggero parlano di un possibile ingresso della società guidata da Mauro Moretti direttamente nel capitale della compagnia aerea, per puntellarla finanziariamente e per sfruttare le sinergie tra aereo e treno in termini di biglietterie, offerte e soluzioni integrate. L’ipotesi non è nuova ed era stata a più riprese commentata dallo stesso Moretti nei giorni scorsi in modo decisamente non ‘accoglientè, da «abbiamo altro a cui pensare» fino a «non abbiamo nessun dovere di intervenire». Certo è che il tempo stringe e la compagnia guidata da Gabriele Del Torchio, alle prese con la ricerca di 300 milioni di liquidità, si avvicina giorno dopo giorno alla zona rossa delle difficoltà finanziarie. Dopo l’incontro di lunedì, che potrebbe portare allo sblocco delle risorse da parte delle banche, per martedì è in programma un nuovo cda, per arrivare al giorno clou del 14 ottobre, quando l’assemblea sarà chiamata ad approvare l’aumento di capitale (100 milioni più 55 milioni di convertibile) bocciato da Air France

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