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Alitalia, vertice domani a Palazzo Chigi

L’Alitalia non può stare da sola, deve essere integrata dentro una grande alleanza internazionale, se non vuole finire come il vaso di coccio tra i vasi di ferro del resto d’Europa. È il premier Enrico Letta a tracciare la strada che la compagnia aerea deve imboccare, alla vigilia dell’incontro che si terrà domani a palazzo Chigi con l’azienda, le banche e i fornitori, appuntamento cruciale sulla strada del salvataggio. In un’intervista a Sky, il premier ha prima di tutto puntato il dito contro l’operazione fatta nel 2008, quando «si è scelto di lasciarla da sola, bella isolata: e oggi paghiamo le scelte di allora», scelte che «hanno fatto il male dell’Italia». Lo splendido isolamento, insomma, non può durare, non si può «continuare con i giochetti nazionali», perchè «ormai in Europa ci sono solo 3 compagnie, frutto di grandi alleanze: gli inglesi con gli spagnoli, i francesi con gli olandesi e poi tedeschi e scandinavi». British Airways e Iberia si sono fuse nel 2010, le nozze tra Air France e Klm risalgono al 2004, mentre è noto l’interesse, ribadito anche nelle scorse settimane, che Lufthansa ha nei confronti della Sas, con cui ha comunque già una partnership. Una direzione, dunque, che non può che essere presa anche da Alitalia, visto oltretutto che «l’Italia non ha le dimensioni per avere una compagnia globale». Certo, ha riconosciuto Letta, «ormai è tutto privato, lo Stato non ha più niente là dentro, ma lavoreremo per evitare problemi ai lavoratori e ai viaggiatori, per integrare la compagnia di bandiera dentro una grande alleanza internazionale». Il lavoro di cui parla il premier passa per l’importante appuntamento di domani. A palazzo Chigi prosegue infatti il tavolo avviato la scorsa settimana con l’obiettivo di portare avanti una manovra ‘di sistemà che consenta alla compagnia di ottenere risorse per 300 milioni di euro, oltre all’aumento di capitale approvato dal cda ma bocciato da Air France. Attorno al tavolo, secondo indiscrezioni di stampa non confermate nè smentite, potrebbe trovare posto anche l’ad di Ferrovie, Mauro Moretti, che sarebbe stato chiamato proprio da Palazzo Chigi per entrare nel capitale della compagnia: le dichiarazioni di Letta di oggi, però, sembrerebbero allontanare lo scenario di un matrimonio treno-aereo. Nei giorni immediatamente successivi, poi, l’azienda riunirà il cda (martedì 8 ottobre) e l’assemblea (14 ottobre), chiamata a varare l’aumento di capitale.

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