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Don Mazzi, Berlusconi venga da me a coltivare pomodori

«Berlusconi è un idolo che attrae folle e quindi, portandolo in mezzo alle prostitute, sarebbe capace di diventarne l’eroe». Per questo secondo don Antonio Mazzi, storico fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti Exodus, prima di «rimetterlo nella società ad aiutare il prossimo bisognerebbe aiutarlo a riscoprire la sua anima, a togliersi la maschera». Per farlo, spiega in una intervista a Repubblica, «deve stare solo, riflettere, guardarsi dentro» e per togliersi «la crosta dietro la quale si nasconde e grazie alla quale incanta gli italiani» deve «mettere le mani nella terra, piantare i pomodori in silenzio, lontano dagli agi e dagli adulatori che lo hanno compiaciuto fino a farlo sentire come un Dio». Don Mazzi rinnova così l’invito ad andare nella sua comunità: ‘Io vorrei tanto averlo tra i miei ragazzi, non come atto di cattiveria, ma per lavorare alla sua redenzione. Vorrei tanto essere io a buttarlo giù dal letto la mattina«, »vorrei che facesse silenziosi e umili lavori manuali, come pulire i bagni« come faceva »quando aveva 15 anni e non aveva tutto il potere a cui si è abituato ora«.

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