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E’ il momento delle promesse. Legge di stabilità, dal 2014 più soldi in busta paga

Busta paga più pesante per i lavoratori subito nel prossimo anno. Il premier Enrico Letta conferma che il taglio del cuneo fiscale porterà un beneficio concreto non solo alle imprese ma anche ai lavoratori. Quello che si potrebbe profilare è un intervento sull’Irpef, sulle detrazioni da lavoro, forse da concentrare in un’unica tranche. «Nel 2014 i lavoratori italiani avranno un beneficio in busta paga. Ne discuteremo con le parti sociali e ci saranno vantaggi anche per le imprese», ha annunciato il premier Enrico Letta in un’intervista a Sky. «La legge di stabilità – ha ribadito – avrà come cuore la riduzione del cuneo fiscale». Per le imprese la strada potrebbe essere quella di incentivare le aziende che assumono o che investono. Il primo appuntamento per verificare le linee di questo intervento sulla fiscalità sul lavoro, che potrebbe valere 4-5 miliardi, è fissato per domani. Il governo incontrerà a Palazzo Chigi i sindacati e poi nei giorni successivi gli imprenditori. «Domani abbiamo un appuntamento con il governo, speriamo con la possibilità di avere un costruttivo confronto», ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. Fare un calcolo sui possibili benefici in busta paga del taglio del cuneo fiscale non è semplice ma, secondo fonti sindacali, per ogni miliardo di euro di spesa mediamente i salari avrebbero un aumento di circa 100 euro. Ipotizzando che il governo metta in campo per il cuneo 5 miliardi e che la metà sia destinata ai lavoratori si può immaginare un bonus, sotto forma di aumento di detrazione, di 250-300 euro, da erogare in un’unica tranche (come potrebbe essere la tredicesima 2014). Un calcolo solo indicativo in quanto le variabili sono tantissime, dalle effettive risorse che verranno stanziate agli strumenti che verranno scelti, fino alle ipotesi, comunque in campo, di fissare un tetto di reddito per godere dei benefici. Oltre al cuneo ci saranno le risorse per i Comuni, tra patto di stabilità interno e service tax. Altro capitolo riguarderà l’Iva. «Lavoreremo a mettere ordine nelle aliquote dell’Iva», ha confermato Letta citando tra le distorsioni la differenza di imposta sui libri che, se cartacei, sono tassati al 4%, se elettronici (e-book) invece al 22%. Ma la strada per la riforma dell’Iva è stretta: da una parte ci sono i paletti di Bruxelles che restringono le ipotesi di revisioni al ribasso (dal 22 al 10%) ed escludono di mettere altri prodotti all’aliquota super-ridotta del 4%, dall’altra le esigenze di finanza pubblica. Il paniere potrà anche cambiare ma il risultato finale dovrà comunque essere un gettito di 4 miliardi di euro l’anno. Parallelamente alla legge di stabilità si lavora anche al decreto per la correzione del deficit 2013: oltre a 1,6 miliardi di euro necessari per riportare il disavanzo sotto il 3%, si cercano circa 600 milioni di euro per altre urgenze, dal rifinanziamento della Cig al fondo immigrazione, tornato in primo piano dopo la tragedia di Lampedusa. Le coperture arriveranno da nuove riduzioni della spesa pubblica. «Tagliare la spesa è essenziale. Cottarelli è la persona giusta per farlo ma deve avere a disposizione un tempo lungo», ha detto Letta. Il prolungarsi della crisi economica porta nella legge di stabilità anche un’emergenza sociale per la quale una delle risposte sarà il ‘reddito minimò. «Non bisogna dimenticare che il disagio sociale si sta diffondendo; dobbiamo confermare voci importanti come il Fondo per la non autosufficienza», ha detto oggi il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta.

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