| categoria: Roma e Lazio

Da segretaria a dirigente comunale senza bando pubblico, grazie a Marino

La donna è passata dall’essere segretaria al Senato a dirigente del Comune di Roma grazie alla nomina diretta del sindaco, che non è passato attraverso un bando pubblico

E’ polemica a Roma intorno alla nomina di Maria Frati, fedelissima del capo di gabinetto di Ignazio Marino, a dirigente comunale, senza passare per un bando pubblico. La donna fino al 5 luglio era “segretaria parlamentare” al Senato, ora è diventata dirigente della Capitale grazie alla volontà di Luigi Fucito, capo di gabinetto del sindaco e suo ex stretto collaboratore proprio a Palazzo Madama. Per la Frati è arrivato un contratto da 50mila euro all’anno fino al 2015, con un ovvio strascico di polemiche vista la presunta mancanza di “trasparenza e pubblicità”, requisiti fondamentali previsti dal regolamento comunale per le assunzioni di dirigenti esterni.

Il sindaco infatti, secondo quanto spiegato dal Messaggero, ha piena facoltà a scegliere i membri del suo staff, ma per nominarli anche dirigenti deve rispettare le procedure: nella fattispecie non sarebbe stato emesso un bando pubblico. Come spiega il quotidiano romano ciò sarebbe stato evitabile se la Frati fosse stata arruolata in Campidoglio “di comando”, ovvero senza aspettativa e con “la stessa qualifica” dell’ente pubblico di provenienza come previsto dalla legge 165 del 2001. Invece la donna è passata dall’essere segretaria a dirigente, con un “salto in avanti” non indifferente. Per farlo non sarebbe stata rispettata una norma che prevede che le amministrazioni debbano “in ogni caso rendere pubbliche le disponibilità dei posti da ricoprire, fissando i criteri di scelta”.

Per diventare dirigente, infatti, sarebbe stato necessario il bando, come prevede anche il regolamento comunale, che impone che prima dell’assunzione “l’amministrazione rende conoscibili mediante pubblicazione sul sito istituzionale, le posizioni disponibili nella macrostruttura acquisendo le eventuali disponibilità dei dirigenti interessati”. Il candidato inoltre deve dimostrare “comprovata esperienza professionale”, cioè “aver svolto ruoli dirigenziali per almeno un quinquennio, oppure essere in possesso di una particolare specializzazione professionale”.

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