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Legge Stabilità, Pdl diviso. E il sindacato pensa allo sciopero

È di nuovo scontro aperto tra falchi e colombe all’interno del Pdl e la legge di stabilità finisce al centro della disputa. Il fronte governativo non cela soddisfazione per il risultato raggiunto, mentre i ‘lealisti’ attaccano duramente quella che ritengono una manovra minimalista.
Il segretario Angelino Alfano non nasconde la soddisfazione per una legge che “non mette le mani nelle tasche degli italiani. Anzi, per la prima volta dopo molti anni, la pressione fiscale sui cittadini, famiglie e imprese diminuirà, passando nel prossimo triennio dal 44,3% del 2014 al 43,3% del 2016. Il Pdl, a quanto dice, si è dunque confermato ‘sentinella anti-tasse'”. Anche il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, giudica positivamente il provvedimento approvato dal Cdm, anche se ritiene che sono necessarie alcune correzioni. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, si congratula, invece, con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per aver evitato tagli alla sanità: “Il ministro è riuscita a far passare la giusta linea secondo la quale un taglio di questo tipo sarebbe stato devastante per il nostro sistema”. Anche su altri aspetti, per Fabrizio Cicchitto, ” si tratta di una manovra di politica economica equilibrata, che stabilizza l’Imu, che interviene sul cuneo fiscale, e che agisce su altre materie”.

Pensa l’opposto Sandro Bondi, e con lui tutti i “falchi”, che ha avvertito: “Di questa stabilità l’Italia può morire. Si tratta di infatti di un provvedimento che non aiuta l’economia a crescere e che prevede un aumento consistente delle tasse per ora abilmente cammuffate. Tutto questo non tarderà a venire alla luce”. Non è categorica come Bondi, ma considera le misure approvate dal Consiglio dei ministri troppo minimaliste la portavoce del gruppo Pdl alla Camera dei deputati, Mara Carfagna. Le misure adottate sono “non adeguate ad affrontare la situazione economica, che è ancora grave, né a favorire il rilancio dei consumi…Serviva uno shock profondo attraverso un’aggressione più significativa della spesa pubblica. Questo non c’è stato e quanto fatto è insufficiente”. Critica anche Daniela Santanché: “La legge di stabilità ha un approccio minimalista, lontano dalla svolta che serviva al Paese. Non risolve nessuno dei problemi, ma li sposta nel 2015 e nel 2016. Mi sembra che l’abitudine del governo sia quella di prendere tempo anziché risolvere i problemi”.
“Credo che sia una manovra che vada apprezzata e credo che possa essere migliorata nel passaggio parlamentare e anche nel corso dell’anno”, è il giudizio del segretario Pd, Guglielmo Epifani, che si dice soddisfatto per il fatto che “si redistribuiscono risorse alle famiglie e alle imprese”. Poi ha aggiunto: “Non mi nascondo dietro un dito: pur prevedendo riduzioni fiscali e di tasse sul lavoro, le risorse che si mettono a disposizione nella legge di stabilità non sono quelle che si speravano”. Nonostante questo, però, la manovra “va fortemente sostenuta”. Il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, elogia il premier e sottolinea che “nelle condizioni date, va riconosciuto che il presidente Letta, senza il solito aumento del carico fiscale, ha fatto scelte serie ed eque su lavoro, giustizia sociale, investimenti”.
La Uil si è detta pronta a “proteste molto forti” ed anche allo sciopero contro le misure della legge di stabilità che riguardano il pubblico impiego: dal blocco dei contratti a quello del turn over, dal taglio degli straordinari alle misure sulla liquidazione. Lo ha sostenuto il segretario generale Luigi Angeletti intervenuto su Radio1. Gli ha fatto eco la Cgil, che non esclude il ricorso allo sciopero generale per protestare: Susanna Camusso ricorda che “con la Cisl e la Uil abbiamo una piattaforma unitaria, nelle prossime ore vedremo come trasformare una mobilitazione in tutte le forme utili a sostenere la nostra piattaforma”. “Il nostro problema – aggiunge – è che questa Legge di stabilità bisogna cambiarla e quindi nelle prossime ore decideremo tutte le cose utili a questo fine”. Per il leader Cgil il dispositivo “smentisce le promesse fatte in queste settimane da molti ministri e dal Governo”. Per Bonanni il provvedimento “è poco, ma è anche la prima volta che non ci tartassano di tasse”, afferma. Ancora più duro il giudizio di Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, secondo cui la legge di stabilità è “devastante” con i lavoratori pubblici che vengono “depredati di tutto” mentre ai cittadini, chiamati a pagare un’Imu “rientrata dalla finestra”, viene corrisposto un taglio del cuneo fiscale pari a “un’elemosina” e ai cassintegrati “risorse insufficienti a risollevare la loro sopravvivenza”. Non è da meno il leader Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale “ha vinto il partito della spesa pubblica intoccabile. Ecco perchè il governo Letta deve avere più coraggio e noi come sindacato ci mobiliteremo. O si sconfigge il partito della spesa pubblica improduttiva o le tasse non si abbasseranno mai”.

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