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IL PUNTO/ Salta incontro Grillo-parlamentari, tensione nel Movimento

Non ci sarà il bis dell’incontro fuori porta tra Beppe Grillo, Roberto Casaleggio e i parlamentari cinque stelle. Almeno per ora. Il meeting che era stato organizzato dopo il corto circuito tra Grillo e i senatori sull’immigrazione clandestina e che avrebbe dovuto tenersi venerdì in una località segreta, è stato rinviato a data da destinarsi. Perplessità e malumori circolate abbondantemente tra i parlamentari stellati hanno consigliato di soprassedere in attesa di tempi migliori. L’idea di un incontro ravvicinato con i due boss del movimento era maturata dopo l’approvazione in Senato dell’emendamento, targato M5s, che aboliva il reato di immigrazione clandestina. Grillo era andato su tutte le furie e insieme a Casaleggio aveva platealmente sconfessato l’iniziativa. «Dobbiamo incontrarci e discutere», aveva fatto sapere il leader. Subito qualcuno, tra i parlamentari, ha storto il naso: un pò per l’idea di far svolgere l’incontro in una località lontana da Roma, un pò per il timore di una stretta sulla libertà di azione di deputati e senatori. Nella decisione di rinviare il faccia a faccia con Grillo e Casaleggio, a quanto trapela, c’è stato anche il timore che la riunione si concludesse con una conta che avrebbe approfondito la spaccatura tra «ortodossi» e «dissidenti». A pochi piaceva l’idea di replicare quanto accaduto qualche lo scorso aprile, quando il pullman dei deputati cinque stelle che si dirigeva verso il casale dove li aspettavano Grillo e Casaleggio vagò per le strade del Lazio inseguito da una colonna di macchine di cronisti e troupe televisive. A sorpresa, le perplessità maggiori non sono venute dai senatori, dove i dissidenti hanno una folta rappresentanza e sono pronti ad un confronto a viso aperto, ma tra i deputati: in teoria più fedeli alla linea Grillo,questa volta i rappresentanti del M5s a Montecitorio si sono mostrati scettici sull’opportunità di un incontro che potrebbe sfuggire di mano agli organizzatori. Chi non ha paura di affrontare la coppia Grillo-Casaleggio è Maurizio Buccarelli, uno dei due senatori che hanno innescato il casus belli dell’emendamento sul reato di immigrazione clandestina: «Sono stato sempre favorevole ad un incontro con Beppe Grillo. È un bene che venga informato di quello che facciamo in Parlamento. Per quanto vi possa sembrare strano, noi del M5S siamo i parlamentari più liberi di tutto il Parlamento», assicura. Nel frattempo, la piccola pattuglia di chi ha già da qualche tempo voltato le spalle al movimento di Grillo, si è data una sua stabile organizzazione: è nato il gruppo Gap, (sigla che richiama la resistenza «rossa» e che sta per «gruppi di azione popolare»), formato da tre senatrici e un deputato. Tra le senatrici, oltre Adele Gambaro e Fabiola Anitori, c’è Paola De Pin, che fu pesantemente insultata dai suoi in aula quando annunciò che avrebbe votato la fiducia al governo Letta. I quattro «gappisti» si collocano all’opposizione , non si sentono «traditori» e denunciano la «campagna d’odio» nei loro confronti. Ma Grillo non si fa scalfire nè dalle polemiche interne nè dall’azione dei fuoriusciti. Il leader cinque stelle mostra i muscoli e chiama alla battaglia in vista delle elezioni europee del prossimo anno: «Gente come Letta deve fare le valigie subito dopo le elezioni europee. Il ‘populistà MoVimento 5 Stelle parteciperà alle elezioni europee per vincerle. Sarà una crociata».

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