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Leonarda e famiglia aggrediti da sconosciuti in Kosovo

Espulsione Leonarda, proteste degli studenti francesi

Leonarda Dibrani, la giovane kosovara espulsa il 9 ottobre scorso dalla Francia, è stata aggredita a Mitrovica insieme alla sua famiglia da un gruppo di sconosciuti. Secondo la polizia, i Dibrani al momento dell’aggressione “erano a passeggio”.

“Erano 6-7 giovani, ci hanno colto all’improvviso, prendendoci a schiaffi e a botte”. Resat Dibrani, il padre di Leonarda – la giovane kosovara espulsa dalla Francia – racconta così all’ANSA l’aggressione subita oggi in “pieno centro” a Mitrovica, mentre insieme alla sua famiglia passeggiava con dei parenti. “I bambini erano terrorizzati, io e mia moglie siano stati curati al pronto soccorso e adesso siamo al commissariato per presentare una denuncia”. “Abbiamo paura, non ci sentiamo al sicuro a casa a Mitrovica”.

L’aggressione alla famiglia di Leonarda oggi a Mitrovica in Kosovo “dimostra che i Dibrani non sono al sicuro qui”. A parlare è una fonte della polizia kosovara che ha richiesto l’anonimato, aggiungendo che la madre di Leonarda, Xhemaili, 41 anni, è stata “aggredita e schiaffeggiata” da sconosciuti e poi ha ricevuto le prime cure in ospedale.

Valls, bene Hollande, nessun errore
Il presidente François Hollande “ha richiamato il rispetto della legge, ma anche la sua volontà di preservare la scuola dai conflitti della società”, il suo “è stato un gesto di generosità per Leonarda, ma la sua famiglia non tornerà”. Il ministro dell’interno francese, Manuel Valls, nella bufera per il caso della quindicenne kosovara prelevata durante una gita scolastica ed espulsa con la sua famiglia, appoggia la proposta di Hollande di far rientrare in Francia solo la ragazzina per riprendere gli studi. In un’intervista al Journal du Dimanche, Valls definisce “maldestra” l’operazione nel contesto scolastico, ma sostiene che “non ci sono stati errori né del prefetto, né dell’ amministrazione, né delle forze dell’ordine” che secondo l’inchiesta chiesta dallo stesso ministro “non sono saliti sul bus e non hanno usato metodi coercitivi”. “E’ vero – ammette – che c’è stata una mancanza di giudizio, dovuta a una catena di intervento che coinvolgeva troppi attori. Ne trarrò le conseguenze con una nuova circolare ai prefetti per rafforzare la protezione del quadro scolastico”. “L’espulsione della famiglia era giustificata”, ribadisce quindi il ministro spiegando che la richiesta d’asilo della famiglia “conteneva documenti fraudolenti” ed era stata “respinta per sette volte”. Valls invita inoltre i media a “lasciare tranquilla” e a smettere di “utilizzare” la quindicenne che ha già rifiutato l’offerta di Hollande: “Tocca ai suoi genitori riflettere su questa proposta”. E sulle critiche piovutegli addosso anche dal partito socialista commenta: “Quando vengono dall’opposizione, è un classico. Quando vengono dal nostro stesso campo, le deploro, ci indeboliscono collettivamente”. “Nulla – conclude – mi distoglierà dal mio obiettivo”.

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