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Grecia, bimba bionda trovata tra i nomadi, chiamano da tutto il mondo

La foto della bambina diffusa dalle autorità ai media


Sono migliaia le chiamate e le email, provenienti da tutto il mondo, che arrivano all’associazione «The smile of the child», in Grecia, dopo la segnalazione del ritrovamento avvenuto giovedì, di una bambina bionda, dai lineamenti nordici, in un campo rom di Farsala, nella Grecia centrale. Maria, così è stata ribattezzata la piccola, non ha nessun rapporto di parentela con quelli che si professavano i suoi genitori, ha sentenziato l’esame del dna. La bimba non parla greco, ma solo una forma di dialetto rom.
L’associazione si è basata sulle fotografie che ci hanno inviato, e ci sono una decina di casi somiglianti con la piccola. La polizia esclude che la bimba possa essere greca, in quanto non risultano scomparse nel Paese bimbe della sua età. Non ci sono prove che Maria sia stata obbligata a lavorare o chiedere l’elemosina. Uno dei grandi dilemmi riguardava la vera età della bambina: per determinarla sono stati convocati degli specialisti, incluso un antropologo. Si pensava che la piccola avesse circa 4 anni, ma dai test effettuati lunedì presso l’organizzazione che l’ha presa in cura risulta averne tra i 5 e i 6. Nel frattempo la comunità rom del campo in cui Maria è stata ritrovata teme di venire stigmatizzata come trafficante di bambini. Il capo della comunità di circa 2.000 persone insediata a Farsala, Babis Dimitriou, spera che questa storia «non si rifletta su tutti noi». Dimitriou, e alcuni vicini della coppia arrestata, sostengono che il padre naturale della bimba sia un bulgaro che avrebbe affidato Maria ai rom. E che la bambina stessa voleva rimanere con loro. Addirittura, il padre andrebbe in visita al campo di quando in quando. Intanto, i due finti genitori di 39 e 40 anni sono comparsi davanti ai giudici – udienza a porte chiuse – e incriminati per sequestro di minore e uso di documenti falsi (oltre a Maria, dichiarano di avere altri 13 figli, e sei sarebbero stati partoriti in meno di 10 mesi: 10 dei ragazzi risultano irrintracciabili). I due -che hanno raccontato diverse versioni sulla posizione di Maria, compresa quella di averla avuta in affido da una donna che non poteva tenerla, o di averla trovata per strada – avevano registrato la prole in tre diverse zone del paese, arrivando ad ottenere ogni mese 2.500 euro in sussidi .

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