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RICORSI/ Consegnati rimborsi per 6 milioni di euro a medici

SANITÀ, CONSULCESI CONSEGNATI RIMBORSI PER 6MLN A MEDICI

(OMNIROMA) Roma, 22 OTT – «Sono stati consegnati oggi nella capitale, presso la sede dell’OMCeO provinciale di Roma che ha ospitato l’iniziativa, assegni per altri 6 milioni di euro come rimborso per gli anni della specializzazione universitaria, a decine di medici che avevano precedentemente presentato ricorso. A seguito di una sentenza del 2012 (la n. 2886/12, emessa dalla Corte d’appello di Roma), infatti, la Presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri competenti sono stati obbligati a pagare una somma imponente, destinata ai camici bianchi che hanno frequentato le scuole post-laurea, cui lo Stato non ha però corrisposto il giusto compenso previsto dalle normative europee. La consegna degli assegni, fino a 90 mila euro a medico, è stata effettuata dai legali dell’associazione Consulcesi, la più grande e attiva realtà italiana nella tutela dei diritti dei professionisti sanitari, da oltre 20 anni impegnata in questa battaglia di giustizia, che ha seguito l’iter giudiziario scaturito nella vittoria di fronte alla corte capitolina». Lo comunica, in una nota, Consulcesi. «Motivo delle battaglie legali è stato il mancato rispetto delle regole comunitarie nei tempi previsti: lo Stato italiano, infatti, ha recepito la direttiva europea 87/76 CEE del 1982, che imponeva un giusto compenso per gli specializzandi, solo nove anni dopo. Questo ha determinato la mancata erogazione delle borse di studio stabilite dalla norma ai medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione tra il 1982 e il 1991, creando un imponente contenzioso nelle corti di giustizia di tutto il Paese. Più di recente si è aperto anche un secondo fronte per chi si è iscritto tra il 1994 e il 2006. In quest’ultimo caso le borse di studio sono state erogate, ma non comprendevano il pagamento degli oneri previdenziali e la copertura assicurativa dei rischi professionali e degli infortuni – prosegue la nota – In totale, secondo una stima che riguarda solo gli associati Consulcesi, l’inadempienza alle normative europee rischia di comportare per le casse dello Stato italiano un esborso di 4 miliardi di euro. Si calcola che soltanto nel Lazio questo diritto sia stato negato ad altri 6 mila camici bianchi. Consulcesi si è anche attivata per impegnare le istituzioni affinché si trovi una soluzione definitiva alla questione: il 3 luglio scorso, grazie al suo intervento, è stato infatti presentato un disegno di legge che prevede un rimborso forfettario di 13 mila euro per ciascun anno di frequenza della scuola di specializzazione in medicina (a.a. 1982/1983-1990/1991), ai medici che avranno presentato domanda presso le sedi giudiziarie competenti: unica soluzione praticabile per garantire allo stesso tempo i legittimi interessi dei medici che non hanno ricevuto quanto loro dovuto e l’esigenza dello Stato di contenere i costi». Massimo Tortorella, Presidente onorario di Consulcesi, spiega: «siamo qui a Roma per testimoniare la conclusione di una vicenda giudiziaria che ha visto protagonisti soprattutto i medici di Roma e del Lazio. Ma la questione dei compensi non pagati agli specializzandi va avanti: tantissimi i camici bianchi che aspettano ancora di ricevere quanto è loro dovuto. A oggi abbiamo restituito 327 milioni di euro, con una costante accelerazione della cause arrivate a sentenza. Basti pensare che solo negli ultimi 3 mesi abbiamo consegnato direttamente ai medici, oltre ai 6 milioni di oggi, altri 3 milioni di euro a Genova, altrettanti a Milano e abbiamo ottenuto dal Tribunale di Roma il riconoscimento di altri 14 milioni già in primo grado. Abbiamo inoltre promosso, solo nel corso del 2013, altre quattro nuove cause collettive, l’ultima partita proprio in questi giorni, per rispondere ai medici ancora in attesa di una soluzione giudiziale della vicenda». «I rimborsi consegnati oggi a decine di medici del nostro Ordine sono la giusta soluzione nel percorso intrapreso da questi miei colleghi, per il riconoscimento di un diritto a lungo negato – dichiara Roberto Lala, presidente dell’OMCeO di Roma – il che non può che rallegrarmi. Questo risultato è arrivato oggi grazie al grande lavoro svolto da anni da questa associazione ed al grande impegno che continua a dimostrare in difesa dei diritti dei professionisti sanitari». Presente alla conferenza anche Stefano De Lillo, che ha proposto, nel corso della passata legislatura, un disegno di legge per risolvere la questione dei moltissimi contenziosi aperti di fronte ai tribunali da parte dei medici. «Un accordo transattivo è l’unica strada praticabile per risolvere la questione definitivamente, raggiungendo un duplice obiettivo: rispettare un diritto dovuto ai medici, contenendo allo stesso tempo i costi per lo Stato». Aggiunge l’avvocato Marco Tortorella che ha patrocinato le cause in tribunale per i medici associati Consulcesi: «il danno per questi professionisti non è stato solo il mancato compenso, ma anche il fatto che il titolo di studio non sia riconosciuto a livello europeo, dando per di più un punteggio inferiore nei concorsi pubblici italiani. Con il rimborso di oggi, esentasse, si restituisce un diritto a lungo negato».

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