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Compravendita senatori: Berlusconi e Lavitola rinviati a giudizio

Silvio Berlusconi sara’ processato per la compravendita di senatori. Il giudice Amelia Primavera ha rinviato a giudizio l’ex premier e Valter Lavitola con l’accusa di corruzione per i tre milioni di euro versati all’ex senatore Sergio DeGregorio tra il 2006 e il 2008 per passare dal centrosinistra al centrodestra e sabotare il governo Prodi. Prima udienza 11 febbraio davanti alla quarta tribunale. Sì del giudice anche al patteggiamento di De Gregorio a 20 mesi. Accolte le richieste dei pm Alessandro Milita, Vincenzo Piscitelli, Fabrizio Vanorio e Henry John Woodcock.
Ore 10. Parla Lavitola, il faccendiere ed ex editore de L’Avanti appena tornato in carcere nell’ambito di un altro procedimento sulla estorsione ai danni del Cavaliere. Tre milioni: il prezzo di quel tradimento, per passare da uno schieramento all’altro. De Gregorio ha già raccontato tutto, collaborando con i pm ed ha chiesto di patteggiare una pena stabilita dai pm in 20 mesi, su cui dovrà esprimersi il gip Amelia Primavera all’esito dell’udienza di oggi. Lo stesso giudice dovrà poi pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi e Lavitola.

Valter, ex faccendiere e consulente di Finmeccanica – che è difeso dall’avvocato Guido Iaccarino ma che si apprende oggi ha nominato come legale anche Guido Paniz, l’ex senatore Pdl già difensore del Cavaliere – rende in aula una lunga deposizione, punteggiata da toni spesso accesi: parole che irritano e spingono più volte il gip Primavera e i pm Alessandro Milita ed Henry Hohn Woodcock a interromperlo. Lo stesso Milita dirà a un certo punto: “Scusi lei sta rendendo dichiarazioni spontanee o sta facendo un’arringa difensiva?”.

Si difende su tutti i fronti, Lavitola. “Se avessi davvero portato i soldi all’allora senatore De Gregorio sarei stato comunque solo un corriere, non c’è alcuna prova che io potessi sapere che era denaro di corruzione. Sarei stato un semplice vettore”.

Lavitola aggiunge poi che altri soldi versati a De Gregorio atterrebbero invece “a una partita di giro per la chiusura” dei conti de L’Avanti, ma si tratterebbe però di conti chiusi nel 2005.

L’unico passaggio di denaro intercorso tra lui e De Gregorio avrebbe dunque ragioni molto varie ” e venivano anche da provviste mie, e riguardavano i vari rapporti che c’erano tra me e De Gregorio. Se vi studiate la vicenda della bancarotta fraudolenta, capite quei denari da quale giro venivano. Tra l’altro De Gregorio mi chiedeva aiuto, era in mano ad usurai, e quindi io davo un aiuto”.

Subito dopo tocca al legale che assiste a Napoli Silvio Berlusconi, l’avvocato Michele Cerabona. “Discuterò per almeno un’ora – spiega ai cronisti – per noi naturalmente non si configura il reato di corruzione. Non lo dice mica solo la difesa di Berlusconi, ma lo diceva già mesi fa il gip Marina Cimma nella sua motivazione di rigetto del giudizio abbreviato richiesto per l’onorevole Berlusconi”.

Alle 16,40 la decisione del giudice: Berlusconi e Lavitola saranno processati. E’ l’esito dell’indagine condotta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza diretto dal colonnello Nicola Altiero.

Nel tardo pomeriggio De Gregorio parla a Sky tg24: “Credo che questa vicenda acceleri il tramonto di un percorso politico ormai arrivato al redde rationem. Consiglio a Berlusconi di ritirarsi dalla scena politica, liberando l’Italia e la sua persona da tante infamie. Ho avuto un comportamento che oggi ritengo assolutamente disdicevole, finalizzato a ribaltare il governo Prodi in una sorta di guerra santa denominata dallo stesso Berlusconi ‘operazione libertà. Mi sento sollevato da un peso, ho detto la verità. Oggi non rimetterei la mia intelligenza, la mia capacità operativa, le mie conoscenze internazionali al servizio di Berlusconi: quell’uomo non meritava il mio aiuto”.

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