| categoria: attualità

Ucciso a calci e pugni nel Kent diciannovenne italiano: “Ci rubate il lavoro”

Un diciannovenne di Nibionno (Lecco), Joele Leotta, è stato ucciso a calci e pugni a Maidstone, capoluogo del Kent, da un gruppo di ragazzi del posto, tra i 20 ei 30 anni – tutti dell’Europa dell’Est tranne un inglese -he volevano impartire una lezione a lui e a un suo amico “perché – questo il motivo come raccontato dal quotidiano Il Giorno – rubavano il lavoro agli inglesi”. Quattro lituani sono invece indagati per omicidio. In un primo momento era circolata la voce che la banda di balordi volesse impartire una lezione alla vittima e all’amico che era con lui perché rubavano lavoro agli inglesi: l’ipotesi ha perso credibilità nel corso delle ore, però, e gli inquirenti tendono a escludere che si sia trattato di un’aggressione per motivi razziali.

Joele Leotta era andato in Inghilterra per imparare l’inglese. Per mantenersi aveva trovato impiego con l’amico in un ristorante della zona. E’ qui che i giovani inglesi hanno cominciato a importunare i due amici, accusandoli di rubare lavoro agli inglesi. Quando i due ragazzi lecchesi erano nel loro alloggio, il gruppo ha fatto irruzione e li hanno massacrati, Uno di loro avrebbe anche usato un coltello contro Leotta. L’amico ha avuto lesioni al collo, alla testa e alla schiena: è ancora in ospedale, ma sarebbe fuori pericolo. Subito dopo l’agguato Joele è stato trasferito al King’s College Hospital, dove è morto poco dopo. Sconvolti i genitori e il fratello in un paese che da quando si è diffusa la notizia, è diventato meta di un pellegrinaggio fino alla frazione di Tabiago. La famiglia Leotta è giunta in Inghilterra ed è assistita dal personale del consolato. Il padre ha detto: “Era arrivato solo una settimana fa. Non era un attaccabrighe ed escludo abbia avuto il tempo di infilarsi in situazione di rischio”. La notizia della morte del ragazzo in pochissimi minuti è dilagata sui social network, con decine di messaggi di cordoglio lasciati nella bacheca di Facebook da amici e conoscenti.

“Urlavano: italiani di m…”. Il sindaco di Nibionno, Claudio Usuelli, parla di “comunità sconvolta” dalla notizia dell’omicidio e annuncia il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Usuelli racconta che, da quanto ha appreso da “fonti qualificate”, le persone che hanno aggredito Joele e il suo amico “hanno sfondato la porta della loro camera urlando: italiani di m…, ci rubate il lavoro”. Ma questa ricostruzione, come si è detto, è stata smentita seccamente dalle autorità inglesi, accusate dal sindaco di aver avvisato con ritardo quelle italiane. “Dobbiamo prendere lezioni di efficienza tutti i giorni da inglesi, tedeschi e altri, quando in questo caso i carabinieri di Costa Masnaga e la Farnesina si sono impegnati al massimo per dare informazioni alla famiglia di Joele. “I familiari sono stati informati da un’amica del ragazzo dall’Inghilterra – ha spiegato il sindaco – Solo grazie ai carabinieri e alla Farnesina sono riusciti a capire che cosa era successo. Non dagli inglesi, che si sono mossi in ritardo”.
“Sono state originariamente fermate nove persone, ma sette rimangono in stato di arresto”. ha detto il portavoce della polizia del Kent, Richard Allan, precisando che delle due persone rilasciate, che dovranno presentarsi alle forze dell’ordine a dicembre quando verranno sentite sulla base degli sviluppi delle indagini, solo una è di nazionalità britannica. Sulle cause Allan dice che le indagini stanno continuando a tutto campo per capire cosa davvero ci sia all’origine di quanto accaduto e ci sono “diversi dubbi” sull’ipotesi investigativa del movente razziale, “al momento non siamo convinti che all’origine dell’episodio ci sia stata una disputa legata al lavoro” ha spiegato.

Il fratello di Alex: “Uno scambio di persona”. Il ragazzo racconta che Joele e Alex avevano trovato lavoro in quel ristorante sulla base di un annuncio. Il ragazzo ferito ha parlato per telefono con i familiari che vivono in Italia e con il fratello Omar: “Era sotto shock perché ha perso il suo migliore amico – ha riferito il giovane – L’unica cosa che volevamo sentire è che stava bene e non gli abbiamo chiesto molto di quello che è successo”. E sulla sistemazione del fratello in Inghilterra: “I proprietari del ristorante sono bravissime persone. Inizialmente ci hanno spiegato che la camera in cui dormivano Joele e Alex era occupata da un’altra persona che se ne era andata. Non so che cosa è successo, saranno le indagini a chiarirlo”, ha poi aggiunto a proposito di un post su Facebook in cui parlava di “scambio di persona”.

Il padre: “Ucciso da un gruppo di bestie”. “L’unica cosa certa è che mio figlio è stato

Ti potrebbero interessare anche:

CODICE ETICO/ Liste Pd in Sicilia, fuori Crisafulli, Papania e Caputo.
DIETRO I FATTI/ Perchè Svezia e Norvegia vogliono la nostra spazzatura
Skype offline in tutto il mondo: problemi ai server
SCHEDA/ Come difendersi dal cyberspionaggio
Attentato a Londra, 12 fermati di cui 4 donne: perquisita casa di un attentatore
Scioperi, giovedì nero: scuola, trasporti e servizi pubblici è rischio caos



wordpress stat