| categoria: sanità Lazio

Intervento di routine si trasforma in tragedia, bambino diventa cieco al Regina Elena

Un ragazzino di 12 anni ha perso la vista dopo un intervento per l’asportazione di un tumore nasofaringeo benigno. Un’operazione che doveva essere relativamente semplice ma che si è trasformata in tragedia a causa di una somministrazione sbagliata della sostanza embolizzante.
Un caso che, come denunciato dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Francesco Storace, non è avvenuto in una struttura fatiscente o di periferia, bensì all’Istituto Regina Elena di Roma: “Un nosocomio all’avanguardia a livello internazionale per efficienza e professionalità nel campo tumorale. La storia ha dell’incredibile: il giorno dell’intervento, sarebbe stata iniettata una sostanza embolizzante in un vaso vitale e non nella zona oggetto del trattamento, finendo per causare una ischemia celebrare e ostruire l’arteria oftalmica sinistra, il ragazzino di soli 12 anni si ritrova irrimediabilmente cieco all’occhio sinistro. Dalla denuncia emergono i momenti di panico al Regina Elena con i medici che hanno cercato di sminuire i fatti, arrivando anche a manipolare il consenso informato aggiungendo il rischio di ischemia cerebrale con un pennarello diverso per tipologia e per grafia dalla penna usata dal padre del minore”.
“E’ un episodio grave – continia Storace che sul caso ha presentato una interrogazione urgente al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Casi come questo intervento pre-operatorio mal riuscito destano ancora attenzione sugli innumerevoli errori dovuti alla malasanità, in particolare, questo ennesimo caso, considerato come una brutta storia per la sanità locale, verrà vagliata dal giudice per le indagini preliminari, che dovrà stabilire se accogliere la richiesta del magistrato o ritenere fondata l’opposizione all’archiviazione presentata dal padre del minore”.

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