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Aung San Sui Kyi cittadina di Roma, cerimonia in Campidoglio

Dopo diciannove anni di attesa il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi riceve la cittadinanza onoraria della Capitale. Nel suo primo giorno in Italia, alla cerimonia in Campidoglio prendono parte il sindaco di Roma Ignazio Marino, il ministro degli Esteri Emma Bonino, Walter Veltroni, Francesco Rutelli e Roberto Baggio. «Non ho fatto nulla di particolare, ho fatto quello in cui ho creduto – il suo commento -. È stata una vita di scelte, non di sacrifici. E sono davvero felice che mi abbiate scelto come concittadina». Ma Marino non ha dubbi: «Oggi per Roma è una giornata straordinaria». La visita di Aung San Suu Kyi nella Capitale rientra nell’ambito di un viaggio che la leader dell’opposizione birmana, che nel 2015 si candiderà alle elezioni presidenziali, sta compiendo in Europa. Sorridente, i capelli raccolti in uno chignon di fiori viene accolta all’aeroporto di Fiumicino dalla senatrice Albertina Soliani e dal vice capo del cerimoniale diplomatico della Repubblica, Marco Della Seta; in Campidoglio dal sindaco Marino e dagli applausi della gente in piazza. Fitta di impegni la sua agenda ‘romanà: verrà ricevuta da Papa Francesco; incontrerà il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Enrico Letta e il ministro Emma Bonino. Nel 1994 il Comune di Roma, guidato dalla giunta Rutelli, aveva conferito la cittadinanza onoraria romana ad Aung San Suu Kyi, in quanto «impegnata sul terreno dei diritti umani e civili e dei diritti delle donne, già privata nella sua libertà personale ed in grave pericolo di vita». Ma il riconoscimento non venne ritirato perchè la politica birmana era agli arresti domiciliari. Stessa cosa per il Premio Roma per la Pace e l’Azione Umanitaria, assegnatole dalla giunta Veltroni nel 2007 e ritirato dal calciatore Roberto Baggio al posto suo. Oggi, invece, tutto ciò è stato finalmente possibile. «Benvenuta a Roma Aung San Suu Kyi, benvenuta da sempre», le dice Bonino. «Roma sarà sempre sua amica nel continuo sforzo che la vedrà impegnata per assicurare i diritti democratici nel suo Paese e nel mondo», promette Marino. Mentre il premio Nobel per la Pace, dal suo canto, sottolinea: «Per andare avanti sono ancora necessari profondi cambiamenti e il cambiamento più urgente e importante è quello della nostra Costituzione. Spero che Roma ci sostenga nel cambiarla». Aung San Suu Kyi racconta poi perchè scelse proprio il calciatore Roberto Baggio, noto anche per la sua fede buddista, per ritirare al suo posto il premio Roma per la Pace nel 2007: «Io ho grande rispetto dei giovani e poi Baggio porta l’orecchino e a me piacciono molto gli orecchini», spiega scherzando. Il suo intervento si conclude con l’accenno ad un progetto per «il restauro del policlinico di Rangoon, la più importante struttura sanitaria del Paese. Il vostro contributo può essere meraviglioso. Abbiamo bisogno del vostro sostegno».

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