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Cuperlo e Fassina attaccano Renzi ma lui vola nei sondaggi

L’ultimo, in ordine di tempo, racconta un vantaggio ormai incolmabile. Fatto nei giorni della Leopolda da Demopolis, il sondaggio dice che Matteo Renzi sta a quota 65 per cento nella corsa per la segreteria del Pd. Il secondo, Gianni Cuperlo, è fermo al 22, quindi Pippo Civati, al 10 e, a chiudere, Gianni Pittella al 3 per cento. Un congresso, quello del Pd, che ogni giorno di più si conferma con un finale già scritto. E forse, proprio la mancanza di suspence, potrebbe non invogliare i cittadini ad andare ai gazebo il giorno dell’Immacolata. Sempre secondo Demopolis, solo il 15 per cento degli elettori del Pd è sicuro che andrà a votare l’8 dicembre. Per Renzi ci sarà anche questa sfida da giocare: convincere gli elettori del Pd e non solo (le primarie sono aperte a tutti) a dare il voto e raggiungere la soglia dei 2 milioni di partecipanti, che lo stesso sindaco di Firenze ha indicato l’altra sera a ‘Otto e mezzò. La volata di Renzi, dopo la tre giorni della Leopolda, («la migliore in termini di riuscita e organizzazione», dice lo stesso sindaco), sembra quindi inarrestabile. Gli altri, i competitor, ci provano e tentano di accendere l’attenzione attorno sui punti deboli del sindaco. Lo fa Gianni Cuperlo che critica il partito personalistico, disegnato da Renzi alla Leopolda. Lo fa Stefano Fassina: «Il contributo di proposte di Renzi sul taglio del cuneo fiscale è pari a zero. E non è serio nella situazione drammatica in cui siamo, fare propaganda», attacca il viceministro dell’Economia. Ma Renzi non spende una parola per ribattere: «Fassina? Dai…, andiamo avanti». Chiusa la Leopolda, Renzi è tornato al solito stile della sua campagna. Quello del ‘sindaco del farè. «Grazie ancora a chi ha condiviso le emozioni della Leopolda. Tornati a casa, la sfida ora è la quotidianità. In bocca al lupo a tutti noi…» perchè, aggiunge, «come dicono a Firenze, chi si loda s’imbroda. Dunque, ora al lavoro e pancia a terra. Dopo l’entusiasmo e la bellezza della politica fatta bene, nell’interesse dei cittadini, c’è subito l’occasione di fare una dimostrazione concreta: ora lavoro su biblioteche, asili nido, quindi questioni concrete di tutti i giorni su cui abbiamo ancora molto da fare». Ma Cuperlo alla ‘bellezzà della Leopolda ritiene sia mancato qualcosa: «Non ho ben capito qual è il modello di partito che ha in mente Renzi: vedo soltanto un solo protagonista che non ci racconta, però, il modello di partito a cui dobbiamo dare vita». Ed ancora un accenno alla polemica per l’assenza di bandiere del Pd a un’iniziativa organizzata da chi il Pd lo vuole guidare. «Per avere più voti sulle schede devi promuovere il simbolo. Dovremmo lasciarci alle spalle la fase in cui ci si chiedeva quanto quel simbolo aveva bisogno di una singola personalità, e ricostruire una cultura collettiva. Riscoprire il simbolo significa riscoprire senso di una comunità».

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