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Checco Zalone, padre tenero e ironico nel suo “Sole a catinelle”

Checco Zalone ha presentato a Roma il suo terzo film “Sole a catinelle” che uscirà il 31 ottobre in oltre 1200 copie distribuite da Medusa e ad oggi sono oltre 30 mila le prenotazioni. Il comico è alle prese con una vacanza promessa al figlio che ha preso tutti 10 a scuola. Ma i soldi scarseggiano…

Così papà Zalone, rappresentante di aspirapolveri, si rivelerà un disastro. Prima porta il bambino da una vecchia zia in Molise e poi per una serie di fortunate coincidenze si ritrova a fare la vacanza in mezzo a miliardari. “Sole a catinelle” è diretto da Gennaro Nunziante ed ha come obiettivo sfidare “Che bella giornata”, film record che incassò ben 45 milioni di euro nel 2011 mentre il primo, “Cado dalle nubi”, si era assestato a 15 milioni.

“Il fatto che io sia diventato papà mi ha spronato in questo film – spiega Zalone in conferenza stampa -. Chi è Checco? Un uomo che è il prodotto di venti anni di berlusconismo italiano. Uno al quale alla fine vuoi bene lo stesso, ma che ha un’unica idea: quella di fare i soldi”. Ridere sulla crisi? “E’ difficile – risponde -, così ci siamo andati leggeri. Ci piaceva il fatto che Checco con il suo ottimismo non l’avvertisse proprio. Fosse refrattario alla crisi”. Frase cult quella di Zalone che, una volta entrato nell’ambiente della borghesia illuminata e ricca, da berlusconiano diventa subito di sinistra. Si compra così una t-shirt con tanto foto di Che Guevara, ma non gli basta. “Non avete – dice al gestore del negozio alternativo e chic – anche un borsello con il Che?”.

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