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Trasporti, su Milano-Venezia il viaggio più scomodo e caro

Le «già pessime» condizioni di viaggio per i pendolari che utilizzano i treni interregionali della Milano-Venezia peggioreranno ulteriormente, anche perchè la soluzione proposta dalla Regione Lombardia per ovviare ai tagli della Regione Veneto è «inadeguata». Tra l’altro molti pendolari, per evitare di allungare i tempi di viaggio, saranno costretti a prendere il Frecciarossa, con un consistente aumento dei costi. Lo sottolinea il responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia, Dario Balotta, in una nota. Giovedi scorso in Regione Lombardia, spiega Balotta, «l’assessore Maurizio del Tenno ha offerto ai pendolari una soluzione inadeguata per gli oltre 10mila utilizzatori giornalieri degli 8 treni interregionali della Milano-Venezia. Il contro piano lombardo ai tagli della Regione Veneto non soddisfa per diversi motivi». «I treni – continua Balotta – non arriveranno più a Venezia, si attesteranno a Verona, costringendo al trasbordo senza coincidenze garantite e, in alcuni casi, arriveranno solo fino a Brescia. Due corse di rinforzo giornaliere verranno soppresse, il treno 10616 che parte alle 6.04 da Brescia per Milano porta Garibaldi e il 10639 da Milano a porta Garibaldi delle 19.06. ‘Si tratta di un accorgimento necessario che richiederà ai pendolari di prendere il treno prima o quello successivò, dicono in Regione». «Ma la verità – prosegue Balotta – è che le già pessime condizioni di viaggio peggioreranno. Per evitare il trasbordo a Verona e l’allungamento dei tempi di viaggio i pendolari saranno costretti a servirsi delle Frecce Rosse; ciò significa però il raddoppio delle tariffe per i ben 4mila pendolari giornalieri che passano il confine delle due regioni. Le utenze di Treviglio, Calcio, Romano di Lombardia, Chiari e Rovato non avranno più collegamenti diretti con il Veneto». «Se si è messa una pezza sulle brevi distanze – aggiunge Balotta – sulle lunghe i disagi sono evidenti. Questi treni erano pieni nei giorni feriali e lo erano anche di turisti e visitatori nei giorni festivi. Turisti che, oltre a pagare di più non potranno portare le biciclette in treno, visto che sono vietate sulle Frecce. La Regione ha lamentato un costo di circa di 2,5 milioni l’anno per adottare questa inadeguata soluzione. È incredibile che Trenord con un fatturato annuo di 800 milioni di euro non abbia le risorse per gestire una delle tratte più trafficate d’Italia». «Non solo – conclude Balotta – con questa mezza soluzione aumenteranno i disagi, ma c’è il rischio che una fetta d’utenza sia costretta a tornare all’uso dell’automobile per recarsi al lavoro. Se le due Regioni non vogliono più effettuare questo servizio, anzichè adottare questa soluzione di ripiego, possono mettere in gara questo lotto di 8 treni utilizzando una consolidata prassi europea, dove i servizi ferroviari sono migliori ma hanno dei costi industriali inferiori rispetto alla gestione monopolistica italiana. Si risparmierebbero anche 2,5 milioni perchè questi collegamenti si ripagherebbero da soli».

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