| categoria: sanità Lazio

Fuori i cellulari dalla sala parto, il 50% dei papà attaccati allo smartphone

Fuori i cellulari dalle sale parto, perchè fra smartphone e tablet di ogni genere e dimensione, i futuri padri rischiano di non concentrarsi su quello che sta accadendo, e cioè la nascita del loro bambino. Un pò per distrarsi dallo stress del momento, un pò per l’ossessione di fare video e foto dell’attimo in cui il bebè viene al mondo, oltre la metà dei papà resta infatti attaccato al telefonino o al tablet anche durante le fasi ‘cloù, mentre invece il loro supporto sarebbe cruciale per la compagna che sta partorendo». Lo dichiara, in una nota, Maurizio Gnazzi, segretario regionale Lazio dell’Associazione italiana ostetriche (Aio) e ostetrico presso l’Ospedale Cristo Re di Roma, «eccellenza del materno infantile, dove ogni anno si registrano oltre 2.000 parti con una percentuale molto bassa di tagli cesarei, il 29%». «La realtà che ci si presenta ogni giorno – dice Gnazzi – è che quasi tutti i futuri padri si presentano in sala parto con due o tre telefonini, un tablet e chi più ne ha più ne metta. Si va dal manager che deve rispondere alle telefonate di lavoro persino quando sta nascendo suo figlio, al normale impiegato patito di videogame che trascorre il tempo impegnato in solitari e giochi di ogni tipo. Una scarsa metà ha il buon senso di disattivare i dispositivi quando arriva il momento del parto, mentre oltre il 50% continua a usarli, e allora noi li ‘bacchettiamò puntualmente o gli chiediamo di spegnerli. D’altro canto, io, che faccio questo lavoro da 20 anni potrei forse considerare una nascita come un evento di routine. Ma quante volte a un uomo può capitare nella vita di veder venire al mondo suo figlio?. A discapito degli uomini si deve però ricordare che »un travaglio può durare anche 12 ore – ricorda l’ostetrico, coordinatore dei Can, i Corsi di preparazione al parto, che l’ospedale romano apre a tutte le coppie – per cui passare qualche minuto al telefono per comunicare con l’esterno, con i parenti, o per distrarsi, non è certo un male. E anche fare video o foto della nascita è un modo, per i papà, di difendersi dalla visione diretta di un evento che è comunque, per molti, traumatico«. »Sono molte le teorie scientifiche che definiscono la presenza dell’uomo durante il parto come negativa – afferma Carlo Piscicelli, primario di Ginecologia e ostetricia del Cristo Re – Ci sono scuole di pensiero francesi secondo le quali addirittura il personale medico e infermieristico dovrebbe essere composto di sole donne. Ma chiaramente si tratta di una scelta personale della partoriente. Certo, avere un marito o un compagno che non si stacca dal cellulare, che riprende con la videocamera un momento in cui la donna assume dei comportamenti fuori dal normale, contribuisce a rendere negativa la sua presenza. Addirittura può stimolare la produzione di adrenalina, che si contrappone all’ossitocina. Per questo noi, oltre a consigliare alla coppia di seguire i Corsi di accompagnamento al parto, cerchiamo di dare all’uomo dei piccoli ‘compitì durante il parto, come massaggiare la schiena della donna, che si rivelano molto utili« e importanti a mantenere un clima di serenità».

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