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Omicidio della psichiatra a Bari, Dg della Asl indagato per concussione

Dopo la morte di Paola Labriola, la psichiatra uccisa da un suo paziente il 4 sette scorso all’interno del centro di Salute Mentale di Bari, il direttore generale della Asl, Domenico Colasanto, ora indagato per concussione, avrebbe indotto tre funzionari a falsificare alcuni documenti sulla sicurezza nelle strutture sanitarie. La Procura di Bari ha chiesto un incidente probatorio per accertare le dichiarazioni rese da uno dei 3 funzionari alla magistratura nell’ambito delle indagini sulla morte della dottoressa.
Il dg Colasanto risulta indagato per concussione per induzione nei confronti dei tre funzionari Alberto Gallo, Pasquale Bianco e Baldassarre Lucarelli, indagati gli ultimi due anche per falso per aver materialmente falsificato i cosiddetti dvr, i documenti di valutazione dei rischi dei centri di salute mentale della Asl. La richiesta di incidente probatorio è stata notificata al direttore generale e ai tre funzionari della Asl, all’assassino di Paola Labriola, Vincenzo Poliseno (dal giorno del delitto detenuto nel carcere di Bari) e alla famiglia della vittima, parte offesa nel procedimento penale. Le indagini, coordinate dal pm della procura di Bari Baldi Pisani, puntano infatti ad accertare, oltre l’esatta dinamica del delitto, anche eventuali omissioni nella sicurezza riguardante il Centro di salute Mentale dove lavorava la psichiatra uccisa.

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