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Beffa Sassuolo all’Olimpico, pari al 93mo. E la Roma frena ancora

Il secondo pareggio consecutivo della Roma capolista ha il sapore della beffa, ma anche del campanello di allarme, per la Roma di Rudi Garcia. I giallorossi senza Francesco Totti sono un’altra squadra, più prevedibile. Ma sfortuna a parte il Sassuolo non ha rubato niente meritando alla fine il punticino. Troppe le occasioni sprecate dai padroni di casa, Ljajic ha sbagliato almeno due palle gol clamorose. E poco importa che Giacomelli gli abbia negato un rigore che è sembrato sacrosanto: anzi lo ha ammonito per simulazione, un pò troppo severamente, e la curva sud lo ha subissato di fischi. Dopo il Torino anche il piccolo Sassuolo fa quindi festa all’Olimpico acciuffando il pareggio a tempo praticamente scaduto. All’ultima azione del quarto minuto di recupero Berardi ha approfittato di una clamorosa amnesia difensiva giallorossa rifilando a De Sanctis il terzo gol subito dalla Roma (e il primo all’Olimpico) in questo campionato e iscrivendo anche il suo nome tra quelli che hanno perforato la migliore difesa del campionato dopo Biabiany e Cerci. In classifica adesso la Roma si porta adesso momentaneamente a +4 sulle immediate inseguitrici, ma rischia se stasera non uscirà il segno ‘X’ sulla ruota di Torino nel big-match tra Juventus e Napoli. Una Roma sfortunata, ma anche sbadata quella di oggi. La vittoria sembrava poco più di una formalità, soprattutto quando dopo appena 19 minuti il Sassuolo ha fatto harakiri con l’autogol di Longhi, dopo un tiro di Florenzi deviato da Pegolo dopo una bella triangolazione con Pjanic. La squadra di Di Francesco ha giocato, com’era prevedibile, una partita di puro contenimento, chiudendo tutti gli spazi ai giallorossi. Che infatti hanno fatto la partita senza però avere mai molte opportunità di sfondare la difesa ospite e trovando sempre in Pegolo un baluardo pressochè insuperabile. Alla mezz’ora poi si è infortunato Borriello, e come non bastasse Ljajic ha sbagliato quasi tutto. Clamorosa la palla-gol al 43′ della ripresa a tu per tu con Pegolo, che ha salvato con la gamba, ma i precedenza (al 17′ e al 28′) il portiere del Sassuolo ha compiuto altri due miracoli sull’attaccante serbo. A rendere ancora più amara la sua partita il cartellino giallo subito al 32′ per simulazione, anche se forse la spinta di Marrone c’è stata eccome. Dopo il record delle dieci vittorie consecutive dunque si ferma ancora una volta la marcia dei giallorossi. L’assenza di capitan Totti, anche oggi in tribuna, si sente parecchio: la manovra giallorossa è diventata più prevedibile e davanti gli attaccanti fanno fatica a trovare spazi. Ma si sente anche la mancanza della solidità di Benatia (Burdisso non è alla sua altezza) e dell’energia di Gervinho: per l’ivoriano oggi Garcia gli ha riservato solo la panchina e qualche minuto di riscaldamento. Forse pensava di portare a casa la partita e di poterlo risparmiare, preferendo di dare spazio al giovane Caprari. Ma forse questa volta ha fatto male i calcoli. Bravo invece Di Francesco, che nella ripresa ha cercato il gol del pareggio mandando in campo prima Farias e poi Zaza. E proprio da una sponda di testa di quest’ultimo è arrivata la rete di Berardi. E se De Sanctis al 40′ non ci avesse messo un piede su Floro Flores, lanciato a rete da un clamoroso errore di Burdisso, l’1-1 sarebbe potuto arrivare anche prima. E dire che nel secondo tempo in pratica il Sassuolo ha fatto soltanto tre tiri in porta. L’ultimo dei quali a tempo quasi scaduto. Segno che la difesa record comincia ad avere qualche crepa.

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