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X Factor: brillano Street Clerks, Andrea e Violetta

Dopo le polemiche gli scossoni, si tira avanti con una certa serenità. Il pubblico spinge e partecipa, gli scores sono buoni. Ha funzionato egregiamente, pur con qualche ombra anche la settimana puntata. Che qualche sorpresa l’ha riservata. Prima di tutto Alan, eliminato dal talent show nel ballottaggio con Aba: la rilettura di un classico di John Legend è stata la sua cosa migliore sul palco della trasmissione. In termini di televoto lo ha penalizzato la cover insipida di Black Hole Sun dei Soundgarden di Chris Cornell. Passa il turno Fabio, autore di un remake tutto sommato modesto di Everybody Hurts dei R.E.M.

Nella puntata dedicata ai Novanta non hanno brlilato come al solito nemmeno gli Ape Escape che pure sono molto bravi. Proporre Smells like teen spirit dei Nirvana si è rivelata un’arma a doppio taglio. L’arrangiamento troppo heavy metal e una citazione poco convincente dei Rage Against The Machine hanno appesantito l’esibizione. Detto questo, hanno tutti i numeri per arrivare fino in fondo.

Occasione sprecata invece per Gaia Galizia: Il pezzo, I’ll stand by you dei Pretenders era perfetto per esaltare le sue caratteristiche, ma il risultato finale non è stato brillante. Un 6 stiracchiato. Butta il cuore al di là dell’ostacolo e supera una sfida quasi impossibile Michele Bravi, che passa il turno e strappa consensi ai giudici con Cieli neri dei Bluvertigo (la band del suo giudice, Morgan). Pezzo intenso ma non così popolare, oltre che molto difficile da interpretare. Lui come un professionista consumato ne è uscito benissimo tra l’entusiasmo generale.

Il meglio della puntata però lo offrono tre ragazzi con tutti i numeri per vincere questa edizione. Andrea si è superato cantando, e questa volta senza beat box, Digging in the dirt di Peter Gabriel, canzone del 1991, straordinariamente bella quanto complicata da coverizzare. Un salto nel fuoco superato senza esitazioni.

Molto bene anche gli Street Clerks abili nel destrutturare completamente Baby One More Time di Britney Spears. Con un pizzico di ironia in più sarebbe stata la performance perfetta. E infine, last but not least, Violetta, la vera fuoriclasse di quest’anno. Imbraccia l’ukulele e si lancia nel remake di Friday I’m in love dei Cure. Praticamente perfetta: ha classe, eleganza, simpatia e intensità. Se fossi un discografico saprei sicuramente su chi puntare….

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