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Insulti e scontri, Hollande contestasto sui Champs-Elysees

Poteva essere un momento di calma e riunificazione e invece anche la commemorazione dei caduti della Grande Guerra, in un giorno festivo, si è trasformata in un calvario per Francois Hollande. Il presidente socialista è stato fischiato sugli Champs-Elysees, poi decine di dimostranti hanno superato le transenne. Dopo gli scontri con la polizia, 73 fermi. Intanto, un ennesimo sondaggio fa stabilire al capo dell’Eliseo un nuovo incredibile record di impopolarità, soltanto il 21% dei francesi è con lui. Nessun suo predecessore aveva neppure lontanamente toccato questo score dopo meno di 18 mesi. La giornata dell’11 novembre, un tranquillo giorno di sole e di festa per i francesi, è stata la dimostrazione che l’impopolarità del governo e quella personale di Hollande ha superato ogni limite di guardia e che ormai anche i momenti istituzionali come quello di oggi – che apriva fra l’altro le cerimonie del centenario della Grande Guerra – sono occasione di protesta e contestazione. Tra notizie quotidiane di fabbriche che chiudono o falliscono, numeri drammatici sulla disoccupazione, una politica del governo fatta di indecisioni e passi falsi, Hollande voleva fare di questo avvio di commemorazioni della guerra del ’14-18 un momento di riunificazione. Perchè la Francia, aveva detto la settimana scorsa, può «farcela». Alla prima uscita, invece, tutti i nemici si sono coalizzati, dai «berretti rossi» della protesta contro l’ecotassa in Bretagna agli incalliti anti nozze-gay della «Primavera francese». Ma c’erano anche tanti esponenti del Fronte nazionale e dell’ala dura dell’estrema destra «Renoveau francais» a fischiare il presidente e a coprire di «buuu» il corteo di auto che si avvicinava all’Arco di Trionfo per l’omaggio al milite ignoto. Per Manuel Valls, ministro dell’Interno, i manifestanti erano «legati all’estrema destra» e gli incidenti sono stati «inaccettabili, insopportabili». Twitter è stato inondato di immagini di manifestanti bloccati a terra dai celerini, la gendarmeria ha successivamente fornito la cifra di 73 fermi, quattro dei quali già tramutati in arresti. Giubbotti neri dei giovani di destra, berretti rossi bretoni, oppositori delle nozze gay che gridavano «Hollande dittatore, non vogliamo la tua legge», sugli Champs-Elysees c’era davvero di tutto oggi, in una situazione inedita per le commemorazioni solenni in Francia. Condanna unanime delle proteste è arrivata da sinistra, mentre Marine Le Pen, presidente del Fronte nazionale, ha accusato la polizia di «arresti arbitrari». Nello stesso momento, a testimonianza di un clima rovente in Francia, a Chateaurenard, comune della regione di Marsiglia, un uomo probabilmente squilibrato ha accoltellato il sindaco e due assessori durante la stessa cerimonia per i caduti. Nel pomeriggio, Hollande si è trasferito nella più tranquilla Oyonnax, vicino al confine con la Svizzera, per un nuovo omaggio sia ai caduti della Grande Guerra sia a quelli della Resistenza. Lontano dai contestatori e dai sondaggi, ha provato a rilanciare: «Non bisogna mai cedere all’odio e al razzismo», ha detto, aggiungendo poi a questi due, un terzo nemico: «Tutte le pressioni, da qualunque parte vengano».

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