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“Il cav perseguitato come gli ebrei”. E il vice presidente della Lombardia Mantovani scivola e riapre la polemica

Ancora una volta, la vicenda politico-giudiziaria di Silvio Berlusconi viene paragonata alla persecuzione degli ebrei. Oggi è stato un uomo assai vicino al leader del Pdl, il vice-presidente della Regione Lombardia Mario Mantovani, ad azzardare il confronto in una visita istituzionale in Israele. Secondo Mantovani, che è anche coordinatore regionale del partito del Cavaliere, il ricordo dei «cittadini lombardi che non hanno esitato, a scapito della propria vita, ad aiutare gli ebrei italiani» rappresenta «un inno ad ogni forma di vita e di libertà contro i mille volti della persecuzione che, come nel caso del leader dell’opposizione Silvio Berlusconi, può manifestarsi anche con la negazione della parità dei diritti». Parole che sono state riportate anche in un comunicato ufficiale diffuso dalla Regione nel tardo pomeriggio. Ed è da quel momento che l’intervento di Mantovani, formulato alla cerimonia per la piantumazione di un albero alla ‘foresta Kennedy’ vicino a Gerusalemme per ricordare i ‘Giustì lombardi, ha riaperto un dibattito delicato. «Il paragone fatto dal vicepresidente lombardo Mantovani è grave – ha dichiarato Daniele Nahum, portavoce della comunità ebraica milanese – perchè mentre agli ebrei erano stati negati i diritti umani e a causa delle leggi razziali 8 mila ebrei italiani sono morti nei campi di concentramento, con Berlusconi siamo davanti a una persona che è stata condannata da un Tribunale di uno Stato democratico». «Siamo stufi di questi paragoni impropri – ha aggiunto Nahum – perchè si offende la memoria degli ebrei e la memoria della pagina più nera della storia italiana recente cioè le leggi razziali». Insomma, «chi si professa amico di Israele e degli ebrei dovrebbe smetterla con questi paragoni strumentali». «Mantovani eviti paragoni che non esistono e si ricordi – ha commentato a caldo il coordinatore del Pd in Lombardia, Alessandro Alfieri – che, soprattutto quando va all’estero, rappresenta tutta la Lombardia. Non si comporti, dunque, come un fan di Berlusconi». Da Israele, Mantovani ha chiarito all’ANSA il suo pensiero, ma non ne ha smentito il senso. Il vice del governatore Maroni ha sostenuto che, al di là «dell’inquadramento storico», per Berlusconi «trattasi di una persecuzione: non gli sono stati garantiti i diritti per i quali vengono piantati gli alberi per la difesa appunto dei diritti umani». Interpellato sull’opportunità del paragone con la persecuzione degli ebrei, dopo le polemiche suscitate già nei giorni scorsi dalle parole del Cavaliere sui suoi figli, ha risposto che quelle parole «in Israele sono state prese in modo adeguato: non l’hanno presa male, non ne hanno data l’interpretazione nè usato la strumentalizzazione che c’è stata in Italia». Tanto che l’ex senatore ha concluso riferendo di aver incontrato sempre oggi il premier israeliano Netanyahu, che gli ha chiesto di mandare i suoi «saluti all’amico Berlusconi».(ANSA). YN9-SI

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