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Legge elettorale, è caos. Lo sfogo di Napolitano non è servito

Legge elettorale, Franceschini boccia il Mattarellum. Senatori Pd: “A Grillo il porcellum va benissimo”Senatori M5S a Palazzo Madama (ansa)ROMA – La nuova battuta d’arresto, verso la riforma elettorale, innesca una serie di duelli incrociati. C’è la lettera sottoscritta da 35 senatori in cui si accusa: “Al Movimento 5 Stelle il Porcellum va benissimo”. C’è poi il il ministro dell Riforme Quagliariello che attacca: “Una parte del mio partito e una parte del pd erano d’accordo per non cambiare e tenersi la legge attuale”. Mentre l’ex segretario democratico Pier Luigi Bersani insorge: “E’ falso”. E ci sono gli strascichi delle parole di ieri da Renzi che ha annunciato, entro l’8 dicembre, la “sua” proposta di riforma. Mentre il ministro per i rapporti con il Parlamento Franceschini boccia il Mattarellum: “Poteva funzionare quando c’erano due partiti, ma con tre partiti non funziona. Porta a larghe intese per sempre”. E poi esclude l’ipotesi del decreto: “Non esiste la possibilità che il Governo decida di fare un governo per forzare il parlamento sulla legge elettorale”.

Schermaglie che raccontano di una vera odissea. Quella di una riforma elettorale che ieri ha registrato la bocciatura al Senato dell’odg di Pd, Sel e Scelta civica per l’adozione di un sistema elettorale a doppio turno. Se ne riparlerà almeno tra dieci giorni in Commissione Affari Costituzionali, alla vigilia della pronuncia in materia della Corte Costituzionale che deciderà sulla ammissibilità o meno del ricorso contro il ‘porcellum’ da parte della Cassazione.

Pd contro M5S. “Ci hanno dipinto come custodi dell’immobilismo, incollati alla poltrona, interessati soltanto a rinviare qualunque decisione in nome di un presunto tornaconto personale. Eppure, ieri al Senato è stato il Partito democratico, assieme a Scelta civica e a Sel, a proporre in Commissione un ordine del giorno volto a discutere una nuova legge elettorale strutturata con doppio turno di coalizione. La proposta non è passata perché il M5S ha, di fatto, votato contro anche se attraverso il ‘tecnicismo’ dell’astensione. Stavolta piacerebbe a noi ricevere una spiegazione e che Grillo provasse, se ci riesce, a darla anche agli italiani” scrive Francesco Russo nella lettera aperta sottoscritta dai 35 senatori democratici tra cui Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, Stefano Lepri, vicepresidente del gruppo Pd, Luigi Manconi, presidente commissione Diritti umani, Miguel Gotor, Vannino Chiti e Francesco Verducci.

“Il doppio turno – aggiunge Russo – è un sistema elettorale che, a differenza di quello attuale (e persino più del Mattarellum), garantisce stabilità e una piena governabilità. E’ una proposta seria, trasparente ed efficace. Perché non va bene ai grillini? Forse perché in questo caso l’immobilismo fa più comodo al M5S (…), con il Porcellum Grillo avrebbe garantiti un numero di parlamentari molto più alto che con l’introduzione di qualsiasi sistema a doppio turno. E la possibilità di nominare quelli a lui fedeli, senza l’impiccio delle voci critiche che, ci scommettiamo, non troverebbero posto nelle prossime liste”.

Bersani contro Quagliariello. Durante la presentazione di un libro, il ministro Gaetano Quagliariello dice che nella passata legislatura una parte di Pd e Pdl lavoravano per far fallire le trattative sulla riforma elettorale. “Mi sono sentito scemo – racconta – perché mentre io mi sbattevo per cercare un accordo sulla legge elettorale, una parte del mio partito e una parte del Pd erano d’accordo per non cambiare e tenersi la legge attuale”.

“Non è vero che non si voleva cambiare il porcellum – la secca replica di Bersani -. Noi lo volevamo testardamente”. Dopo varie proposte, al quale hanno corrisposto altrettanti ‘no’ del centrodestra, spiega Bersani, “siamo arrivati all’impasse. E adesso siamo ancora lì. Ma noi convintamente volevamo modificare la legge elettorale”.

Renziani contro cuperliani. Allo scambio tra Bersani e Quagliariello si ricollega un altro scambio di cortesie, tutto interno al Pd, tra renziani e cuperliani. Oggetto, il “mattarellum”. Il primo ad attaccare è il deputato Alfredo D’Attorre. “Dopo aver rivendicato la primogenitura dell’idea del doppio turno, che è la proposta di riforma di legge elettorale del centrosinistra da quasi quindici anni, adesso i senatori renziani si scoprono improvvisamente portabandiera del Mattarellum. Peccato che fino a ieri la linea sostenuta fosse o doppio turno o niente, bollando qualsiasi altra proposta come ‘inciucio’ o ‘super-Porcellum’. Fa piacere, comunque, che dopo la netta posizione assunta da Gianni Cuperlo questa mattina abbiano cambiato idea. Meglio tardi che mai”.

“D’Attorre ha preoccupanti vuoti di memoria” replica la senatrice renziana Laura Cantini, che poi rievoca proprio un “tentato accordo col Pdl” nella vecchia legislatura. “Il Pd è per il doppio turno – afferma infatti Cantini -, nonostante la presenza di alcuni parlamentari che fino all’ultimo hanno tentato la strada di un accordo con il Pdl per il super-porcellum. Che cosa abbia fatto Bersani nella scorsa legislatura per cambiare la legge elettorale, non è molto noto”. “Quanto al mattarellum – sottolinea la parlamentare -, non solo è depositato un ddl dall’inizio della legislatura ma è anche il motivo di un lungo e coraggioso sciopero della fame di Giachetti. Il fatto che Cuperlo e anche Civati concordino sulle posizioni espresse da Renzi – conclude la senatrice – è un fatto importante per tutti”.

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