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Rcs, perdite dei nove mesi in calo (175 milioni)

Rcs riduce le perdite nei nove mesi a 175 milioni (380 milioni un anno prima) e dopo l’aumento di capitale in estate ‘abbattè l’indebitamento netto a 547 milioni (da 846 milioni a fine anno). Le attese per l’intero esercizio restano però di un rosso significativo, con una contrazione dei ricavi vista al 12%, in un comparto che continua a soffrire. Il gruppo ha firmato intanto i contratti preliminari di vendita e affitto dell’immobile in via Solferino e San Marco al fondo Blackstone per 120 milioni di euro e, ha chiarito Rcs, oltre i valori di carico. La sede storica del Corriere della Sera viene ceduta in particolare per 30 milioni, con efficacia condizionata al mancato esercizio del diritto di prelazione delle autorità competenti, con riferimento al vincolo dei Beni culturali esistente. Verrà riaffittata a 2 milioni di euro l’anno con un contratto di 9 anni, rinnovabile per altri 6 anni. Rcs conserva comunque un diritto di prima offerta se Blackstone volesse rivendere a sua volta. Stessa durata è prevista anche per l’affitto della porzione in via Balzan, ceduta per 24 milioni, riaffittata per 1,7 milioni l’anno, oltre a 510 mila euro per i posti auto. La parte nelle vie Moscova e San Marco (il 62% della cessione) viene valutata invece 66 milioni, con riaffitto a 6,1 milioni per 6 anni e facoltà di recesso alla fine del secondo anno. Contro la vendita i giornalisti del Corriere, della Gazzetta e le Rsu avevano organizzato per oggi un presidio proprio in via Solferino. Dopo le richieste di maggiori informazioni sulla vendita da Consob, dal Cdr del Corriere e, in ordine temporale, dai soci Diego Della Valle e Urbano Cairo, la società ha chiarito che comunque sul mercato c’era un interesse solo limitato a una vendita che non comprendesse anche un riaffitto. Le proposte sono arrivate in realtà su tutto lo stabile, spingendo Rcs ad aggiungere alla vendita anche la porzione storica in via Solferino rispetto alle parti dell’immobile in via Moscova, San Marco e Balzan già nel dossier di cessione. L’offerta Blackstone, tra le cinque pervenute, è stata favorita perchè più interessante quanto a valori e, non avendo bisogno di finanziamento bancario, perchè permetteva di mantenere l’obiettivo di vendere entro fine anno. L’Ad Pietro Scott Jovane ha intanto chiarito, dopo alcune indiscrezioni su una cordata spagnola pronta ad acquistare El Mundo, che su Unidad allo stato «non ci sono offerte». «Non sono sicuro che nessun manager direbbe a priori ‘non venderei mai a nessun prezzò. Non potrei mai escludere una cosa del genere, ma in questo momento stiamo tentando di attenerci al piano», ha spiegato, «la Spagna non è nel perimetro degli asset in vendita e ci stiamo focalizzando sul perimetro degli asset non core». Tornando ai conti, soffrono i ricavi pubblicitari (337,9 milioni, da 428,2 un anno prima). Per questo anche il margine operativo lordo ante oneri e proventi non ricorrenti appare negativo (-21,3 milioni, era positivo per 12,6 milioni un anno prima). I benefici da efficienze superano però le previsioni e vanno oltre i 62 milioni. I ricavi digitali poi raggiungono il 10,7% di quelli totali (erano all’8,9% un anno fa). Tra le singole divisioni, i Quotidiani vedono un mol positivo di 20,5 milioni (da 21,7 milioni, dati pre oneri e proventi non ricorrenti), con ricavi a 365,5 milioni (-14,8%).

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