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VENEZIA/ Canal Grande vuoto, la città si adegua alla serrata delle merci

Per ironizzare, si potrebbe dire che le nuove ordinanze emanate dal Comune di Venezia per regolamentare il traffico in Canal Grande stanno dando i loro frutti prima ancora della loro entrata in vigore, prevista per domani. «Mai visto un Canal Grande così vuoto» è il commento più diffuso tra la gente che transita stamane per il principale rio veneziano nel secondo giorno di serrata dei trasportatori di merci. Perchè, nonostante i taxi (ma attenzione: solo quelli in servizio pubblico e non quelli a noleggio) siano tornati a muoversi dopo l’unico giorno di sciopero concesso dalla Prefettura, effettivamente il movimento, nel tratto d’acqua dalla punta della Dogana al ponte della Costituzione, è davvero ridotto al minimo. E non tanto e non solo per la riduzione del cadenzamento delle linee di trasporto pubblico, che, con il ritorno in servizio dei taxi, non risultano nemmeno troppo affollate dalle valigie dei turisti, come invece avvenuto mercoledì. Quel che poi sta emergendo, a terra, è il carattere filosofico dei veneziani, capaci di farsi scivolare addosso il più possibile le situazioni di disagio a cui, evidentemente, sono abituati per la conformazione assolutamente unica della città. Sono pochi i titolari di esercizi pubblici che si lamentano per l’impossibilità di rifornirsi di merci e materie prime. «Lo sapevamo prima che ci sarebbero state delle difficoltà, per cui abbiamo accumulato più scorte del solito» è la risposta di un piccolo panificio-pasticceria alla domanda se preveda di avere nelle prossime giornate delle difficoltà a procedere nell’attività. Certo, non per tutti è così, visto che ci sono merci più deperibili di altre e servizi, come quelli di lavanderia che gli alberghi più piccoli sono costretti ad esternalizzare, che necessitano di un efficace servizio di trasporto. Si attende dunque, con pazienza, ma cercando di drammatizzare al minimo, l’esito della trattativa, che vivrà questo pomeriggio uno snodo fondamentale in Prefettura. Anche se c’è chi, come i librai più grandi, evidenzia un aspetto forse sottovalutato della situazione, mettendo già in preventivo che, una volta sbloccato il trasporto, si accumuleranno in negozio tutti gli scatoloni che non sono stati recapitati in questi giorni, costringendo ad un lavoro extra per sistemare la merce in arrivo.

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