| categoria: Roma e Lazio

Riapre la locanda dei girasoli, opportunità di lavoro per i down

Riparte l’avventura della Locanda dei Girasoli, il ristorante di via dei Sulpici, nel quartiere Quadraro, che offre l’opportunità a ragazzi Down e psichiatrici di inserirsi nel mondo del lavoro. Un nuovo corso voluto dal Consorzio Sintesi, storica cooperativa sociale che da luglio ha assunto la gestione del locale, lanciando due nuove iniziative in ambito sociale. La prima è «Il Casale dei Girasoli», luogo dove promuovere l’integrazione sociale e lavorativa di persone disabili, a svantaggio sociale o con fragilità psichica attraverso un programma di agricoltura sociale. Alla base della struttura c’è la formazione offerta dal progetto «Open»: l’occasione per 10 giovani con sindrome di Down o disabilità intellettiva di cimentarsi in un programma di 10 mesi di attività che permette loro di costruirsi un futuro lavorativo. Ad accendere i riflettori su questo percorso la serata di presentazione di stasera ospitata dalla Locanda dei Girasoli, alla presenza di vari Cral aziendali (Ice, Istat, Ama) e personalità istituzionali tra cui l’assessore alle Periferie del Comune di Roma Paolo Masini, che ha dichiarato: «I ragazzi sono fantastici, fanno un lavoro meraviglioso e questa è una delle realtà più belle che ci sono in città. Ha avuto un momento di difficoltà, il rilancio è un’opportunità per la città intera, la sera i romani magari invece di una pizza in centro vengono a mangiarsi qui una bella pizza in periferia alla Locanda dei Girasoli. Ieri abbiamo aperto la Casa del Sole a Morena, oggi siamo qui, poco fa eravamo a Tiburtino III a presentare un libro sulla storia di quel quartiere, la periferia è un’opportunità, è la parte più grande di Roma». Soddisfatto anche Enzo Rimicci, presidente del Consorzio Sintesi: «Questa serata è per il rilancio di un progetto economicamente sostenibile. Pensiamo che sia vantaggioso investire in azioni commerciali normalmente al di fuori del mondo lavorativo. La Locanda dopo un periodo burrascoso aveva bisogno di un rilancio. Noi l’abbiamo fatto inserendolo in un progetto più ampio, i ragazzi Down che saranno formati affronteranno 600 ore complessive di lezione per essere inseriti nel contesto lavorativo. In questo progetto rientra anche la creazione di una nuova sede a Palermo per la quale abbiamo preso contatti con le istituzioni locali. La gente che entra qui la prima volta è piuttosto timorosa, invece i ragazzi sono disponibili e sono soci della cooperativa che aderiscono al progetto e ne sono al centro, dando un senso alle loro vite». Rimicci ci tiene a precisare: «Tutto è stato fatto tramite autofinanziamento, non abbiamo avuto nessun soldo dal pubblico, sostanzialmente è tutto finanziato da noi». Il racconto di chi vive quotidianamente l’esperienza particolare del ristorante lo regala il direttore del locale, Floriano Maggiolo: «Sono qui da poco più di un mese, con i ragazzi Down siamo in condizioni buonissime, sono persone calorose e disponibili, lavoriamo bene sull’aspetto della gestione del servizio e sul rapporto con loro. Per i ragazzi è un grandissimo aiuto, perché fanno uno scatto in più rispetto all’isolamento, che li porta a confrontarsi con realtà nuove, con un’interazione intensa con i clienti».

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