| categoria: Cultura

Storia, scoperta fossa comune risalente alla ‘Guerra dei Trent’Anni’

Tre lunghi decenni di morte, sangue e infinite crudeltà. Dal 1618 al 1648 l’Europa fu dilaniata da quella che è passata alla storia come Guerra dei Trent’anni. Iniziata per motivi religiosi, con ripetuti scontri tra cattolici e protestanti, sfociò in un’interminabile contesa politico-egemonica. I territori appartenenti al Sacro Romano Impero Germanico furono più volte scenario di cruente battaglie. Una è quella di Lutzen, nella regione tedesca della Sassonia, dove nel 1632 l’esercito del re protestante Gustavo II Adolfo di Svezia decise di attaccare quello imperiale asburgico (e cattolico) guidato da Albrecht von Wallestein. Fu un mattatoio, con oltre seimilacinquecento vittime. Alla fine l’esercito cattolico battè in ritirata, abbandonando il campo, dove comunque trovò la morte lo stesso re Gustavo. Fin qui la storia. Per l’archeologia si è dovuto attendere l’avvento delle nuove tecnologie, a partire da un sofisticato tipo di metal detector capace di individuare frammenti minimi. Assolutamente prezioso – rivela un articolo sulla rivista «Archeologia Viva» – è stato, proprio a Lutzen, il ritrovamento di una fossa comune con gli scheletri senza uniforme di quarantasette soldati tra i 15 e 47 anni, oltre a undicimila reperti tra proiettili, brandelli di vestiti, pezzi di spade, monete.

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